L’assessore Lina Lazzari: “Non mi sono dimessa, ho rimesso le deleghe. Sei consiglieri contro di me”

Terremoto giunta a San Benedetto

“Pur non avendo le deleghe, resto sempre assessore”. La prof.ssa Lina Lazzari aggiunge: “Non mi sono dimessa ma per il mio carattere non punterò i piedi. Il sindaco Spazzafumo deciderà come crede, cosa farne e a chi darle. Questa città ha grandi potenzialità e merita molto. Spero che la maggioranza se ne renda conto”.

L’ex assessore alla cultura in una conferenza stampa spiega così le sue ragioni e racconta la sua verità su tutto ciò che è accaduto a partire da martedì mattina. “Ero in ufficio –dice– e ho ricevuto una telefonata dalla segreteria del sindaco perché voleva parlarmi. Sono entrata nel suo ufficio e Spazzafumo mi ha fatto capire chiaramente che mi venivano ritirate le deleghe. Mi ha comunicato che c’erano almeno sei consiglieri contro di me e, pur dispiacendosene, dovevo prendere atto della situazione politica venutasi a creare“.

La prof.ssa Lazzari punta l’indice sul consigliere comunale Umberto Pasquali pur non facendone mai il nome che da tempo rivendica un posto in giunta per il suo gruppo. “Lo strappo – spiega – risale ad un anno e mezzo fa. Sei mesi dopo l’insediamento un consigliere comunale è venuto da me e mi ha detto che lui aveva elaborato una strategia. In considerazione della mia età mi sarei dovuta dimettere per entrare in consiglio comunale. Non capivo il motivo e gli ho risposto che la sua valutazione mi sembrava riduttiva della mia persona e della mia dignità”.

Ma ad amareggiare ulteriormente la Lazzari sono stati anche alcuni comportamenti adottati dalla maggioranza. “Non ho trovato corretto –aggiunge– organizzare riunioni senza che l’assessore fosse invitato o sapesse nulla. Diverse le questioni non condivise come la manifestazione delle Frecce Tricolori il cui capitolo di spesa è stato inserito nella cultura invece che nel turismo, la questione Bambinopoli su cui avevo un’opinione diversa o la querelle sul servizio mensa ed il trasporto scolastico che stanno dando buoni risultati”

La Lazzari, poi, elenca diversi motivi che l’hanno convinta a resistere per due anni. “Sono rimasta fino a oggi perché la stagione teatrale ha venduto tutti gli abbonamenti. Sono rimasta perché finalmente villa Rambelli potesse avere nuova dignità. Sono rimasta perché ho cambiato le finestre a palazzo Piacentini, perché ho sistemato e concluso i lavori alla Villa Marittima, perché abbiamo organizzato eventi importanti e perché la biblioteca Lesca è diventata un fiore all’occhiello. E perché a ottobre il quartiere sud di San Benedetto ne avrà una sua. Sono rimasta perché l’Istituto Vivaldi si è trasferito al Merlini e perché abbiamo liberato i locali di via Veneto per alcune associazioni cittadine”.

Ed ora cosa accadrà? “Mi spiace non poter continuare questo mio servizio. Non so chi verrà dopo di me, nè mi interessa” – chiude così lo sfogo Lina Lazzari.

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