“L’assessore al turismo, sconosciuto in Riviera. E San Benedetto è abbandonata”, l’affondo di Pietro Canducci

Pietro Canducci

“Gli alberghi chiudono perché la città non è più attrattiva”

“Qualcuno conosce il nome dell’assessore al turismo del Comune di San Benedetto del Tronto?”, domanda Pietro Canducci, operatore turistico e candidato consigliere con la lista Rinasci San Benedetto, a sostegno di Paolo Canducci.

“Mi risulta difficile arrivare anche a capire quale sia il nome dell’assessore degli ultimi cinque anni, periodo in cui il turismo ed il commercio sono stati travolti da eventi catastrofici. I commercianti e gli operatori delle vacanze più volte hanno cercato, urlato all’amministrazione chiedendo aiuto, ma nessuno ha risposto. L’assessore al Turismo non l’ho mai sentito parlare in epoca Covid. Le attività ricettive sono state chiuse da ottobre a fine maggio, ma non ho mai sentito questa persona spendere una parola a favore della categoria”.

Gli hotel chiudono. “Gli alberghi vengono trasformati in residence – continua Pietro Canducci, fratello del candidato sindaco – perché San Benedetto non è più attrattiva per imprenditori ed investitori. Se noi riusciamo a creare una nuova immagine della Riviera, faremo arrivare più persone e gli alberghi dagli attuali 75 forse ritorneremo ai 125-130 che erano prima. Gli imprenditori aspettano di essere ascoltati e aiutati dall’amministrazione”.

Deficit della giunta Piunti. “Quello che è mancato alla giunta è l’ascolto, la pianificazione, la visione: cose che nel nostro programma di 96 pagine abbiamo scritto. Io vivo di commercio e turismo e come me migliaia di operatori. Ogni imprenditore ha una visione globale quando investe nella propria azienda. Il sindaco e la giunta devono iniziare a ragionare alla stessa maniera, bisogna avere una visone come le altre città turistiche italiane. Fano ha varato il Piano strategico per il turismo 2020-2024; andiamo a vedere cosa stanno facendo Rimini e Riccione in termini di sostenibilità, di turismo legato all’ecologia, al benessere e alla pedonalizzazione. Noi a questo miriamo”.

Le lamentele dei turisti. “Su Trip Advisor i turisti, tra le tante bellissime cose che esaltano, scrivono anche che la città è sporca, che le isole tematiche del lungomare sono dei deserti, che San Benedetto è abbandonata, che ci sono biciclette attaccate sui nuovi pali della luce del lungomare. Queste persone vanno ascoltate, perché se un turista fa una critica costruttiva va recepita. San Benedetto è sottovalutata dall’amministrazione, noi dobbiamo puntare sulla qualità dei servizi. Non è possibile non avere gli info point turistici dislocati su tutta la città”.

Decoro urbano. “Noi vogliamo riavviare la città partendo dal decoro, dalla pulizia. Le strade e i marciapiedi vanno sistemati non solo nell’isola pedonale, è troppo facile. E’ necessario rendere decorose tutte le vie, da Porto d’Ascoli sud a San Benedetto nord, che sono completamente abbandonate, con i topi che gironzolano in mezzo alle palme.
Dovremo strutturare nel medio termine un tavolo con PicenAmbiente per pulire e lavare le strade anche dalle cacche dei cani: non c’è nessuno che lo fa, nessuno che ascolta i commercianti che chiamano la PicenAmbiente o l’assessorato all’Ambiente”.

Conclude Pietro Canducci: “Quando escono gli articoli sui giornali che denunciano l’incuria, si vedono i mezzi della PicenAmbiente che vanno a pulire il centro, vi pare possibile? Non si deve andare avanti con le minacce, ma con regole prestabilite dall’amministrazione comunale”.

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