L’Ascoli gioca in difesa, Giannitti apre già al mercato: cosa manca al Picchio?

Momento duro per l'Ascoli

SERIE B – Numero di centrali e piedi mancini, focus sui due Primavera e qualche caratteristica di corsa da sopperire

L‘Ascoli Calcio tra le ultime partite e il mercato di gennaio. La conferenza stampa del direttore sportivo Marco Giannitti (LEGGI QUI) ha ufficialmente aperto i pensieri verso la nuova sessione invernale per i bianconeri. “La società si farà trovare pronta” è stato l’assoluto dogma di chi è intervenuto al microfono in queste settimane. L’Ascoli metterà a posto le cose. Ma dove potrebbe o dovrebbe intervenire il club nelle varie zone di campo? Iniziano analizzando la difesa.

In porta c’è tranquillità. Viviano-Barosi, al netto di qualche incertezza iniziale di quest’ultimo, è una coppia che resta salda in Serie B. Con il passaggio alla difesa a tre servono ovviamente dei nuovi difensori centrali. Bellusci, Botteghin e Quaranta sono gli unici tre centrali disponibili al momento. I primi due già attanagliati da diversi fastidi fisici e vanno assolutamente monitorati nel minutaggio. Bellusci ha giocato 12 partite su 16, tutte da titolare. Idem Botteghin, tutte da titolare ma saltandone ben cinque, quasi un terzo finora. In questo senso, l’unico che ha fatto bottino pieno è stato Pedro Mendes (16 su 16, con 2 gare da subentrato). Per Quaranta, invece, si tratta dell’ennesima stagione di riscoperta. Il centrale doveva e voleva andar via ad agosto, magari per trovare una titolarità sicura altrove, ed ora si è ritrovato in campo in 13 delle 16 gare bianconere. Emergenza? Sicuramente. Ma è stato e sarà comunque prezioso. Zero invece i minuti per Tavcar e Bogdan.

Il 23enne sloveno sta recuperando dopo l’intervento chirurgico al crociato anteriore e al menisco mediale del ginocchio destro avvenuto lo scorso 31 luglio. Il rientro è previsto per il cuore del girone di ritorno ma ovviamente la condizione fisica non potrà essere ottimale. Lui che, con la partenza di Simic, avrebbe dovuto essere il vero esperimento difensivo dell’annata bianconera. Non è stato così. Di fianco l’ex Ternana Bogdan, arrivato nei “giorni di Dionisi”. Dalle Fere il croato è già arrivato con noie fisiche e per due volte si è operato al ginocchio: la prima ad inizio ottobre e poi a metà novembre. Tutto questo convoglierà ad un rientro non facile. I due centrali lavorano ma sarà difficile vederli presto in campo. Ecco dunque che il mercato servirà.

Innanzitutto numericamente. Con una difesa a tre, che Castori difficilmente muterà, servono almeno 6 centrali in rosa, al massimo cinque con un Primavera oppure un adattabile. Nelle ultime gare Adjapong è stato provato braccetto di destra con risultati parecchio altalenanti e Falasco in passato ha occupato la zona del braccetto di sinistra, vedendosi limitate però le sue caratteristiche principali, quelle della corsa e del cross. Vero, ultimamente di giocatori in grado di attaccare in quel ruolo se ne vedono sempre di più (vedi Bastoni dell’Inter) ma l’Ascoli non sembra ancora pronta a questo step. Altra questione verte sui piedi forti. In rosa attualmente solo Quaranta è di piede mancino, almeno tra i grandi. Questo perché sia Emiliano Rossi che Francesco Cozzoli, entrambi classe 2004 convocati dalla Primavera, hanno invece il sinistro come piede di riferimento, anche se il secondo è più un terzino. Qui lo staff tecnico dovrà capire se i loro nomi sono accostabili soltanto all’emergenza oppure potranno far parte della rosa. Se non fosse così, urgono almeno due centrali, uno necessariamente mancino. A questa caratteristica uniamo anche una lettura tattica. L’Ascoli ha tutti difensori forti sull’uomo, abili anche ad uscire, ma poco a correre all’indietro. Non c’è ossessione di difesa alta, certo, ma con il ristringersi progressivo dei baricentri nelle squadre serve anche saper correre e scappare più velocemente. Il Picchio non ha attualmente queste caratteristiche.

In difesa, infine, ci sono da contare anche i terzini. Vero che Castori ora giocherà con i quinti – che comprendono anche Falzerano e Giovane – ma a parte Falasco, Bayeye e Adjapong c’è anche Haveri. L’albanese in prestito dal Torino vanta soltanto 4 presente da subentrato (37 minuti) in stagione e delle gerarchie che non riesce a scalare. Lui potrebbe anche giocare come quinto e una batteria folta di esterni ci sarebbe già. Andarla a toccare vorrà dire privarsi di qualche elemento per farne subentrare altri che si considerano di caratura superiore.

Matteo Rossi
Author: Matteo Rossi

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