L’arrivederci dell’associazione di Polizia a Pignataro: commozione e applausi al questore più amato

Giorgio Iacobone: “Tre anni formidabili: Macerata tornata ad essere un modello italiano nella lotta alla droga”

di Maurizio Verdenelli

I tre (formidabili) anni che cambiarono Macerata. Una “guerra combattuta con disciplina ed onore durante la quale la Comunità è stata tutt’uno con le Forze di Polizia”. Una guerra vinta grazie ad “uomini valorosi, ripieni di passione, di sacrificio, onestà e senso dello Stato”. Parole di colui che, inviato all’indomani dei casi Pamela e Traini, quegli uomini ha guidato in uno scontro campale contro la malavita organizzata che ad un certo punto, era sul punto di soverchiare la Civitas Mariae, ad un passo di diventare ‘ex’. Parole di Antonio Pignataro, questa mattina nell’incontro ‘da remoto’ avuto con l’associazione nazionale di Polizia di Stato (ANPS).

 

Un contatto, tuttavia, seppure online, non assolutamente virtuale, ma concreto e forte. “Sono emozionato, commosso, mi avete dato il senso del lavoro svolto” ha detto il questore più amato e da martedì quasi sicuramente più rimpianto dal dopoguerra ai giorni nostri. Mai un non-maceratese aveva toccato l’anima di questo capoluogo algido, arroccato sopra ad una collina, da secoli abituato a bastare a se stesso. Che, amaramente ma finalmente, un giorno di fine gennaio del 2018 comprese che non era più così. E chissà da quanto tempo.

Veni, vidi, vici. Davanti a Pignataro, in diretta streaming, si commuove perfino il presidente Anps, Giorgio Iacobone (questore ad Enna, Ancona e Trento) che quando dirigeva la Squadra Mobile Macerata, che i cronisti avevano soprannominato ‘Serpico’. “Grazie per quello che hai fatto per Macerata in questi tre anni eccezionali. Grazie per i grandi benefici apportati, in un momento tanto particolare, al capoluogo e a tutto il territorio provinciale e alla stessa provincia. Macerata è tornata con onore in ‘prima pagina’: dimenticati per sempre il ricordo di quanto la popolazione romana di piazza Vittorio, scesa in strada per chiedere maggiore sicurezza pubblica, innalzava striscioni nei quale c’era scritto di non voler diventare un secondo ‘caso Macerata’. E, grazie a te, questo territorio è diventato un modello italiano per la lotta alla droga. Non dimentichiamo peraltro un altro macro-problema come quello intorno all’hotel House e poi pure intorno al rinvenimento nei pressi di ossa umane, testimoni di vicende criminose” ha detto Iacobone. Presentando pure i presidenti delle sezioni Anps di Ancona, il consigliere regionale Marra, e Civitanova Marche, Tommaso Galeone, e la dirigente Ps, Claudia Murello, a suo tempo compagna di corso del questore.
Un ringraziamento, quello dell’associazione maceratese, ricambiato da Antonio Pignataro: “Voi siete ancora parte integrante, a pieno titolo, della Polizia di Stato. Vi abbraccio uno ad uno”.

Poi un messaggio alla Comunità di fronte al male che minaccia continuamente di disgregarla: “Non bisogna mai far finta di non vedere, di passare oltre. Un comportamento destinato a fare un po’ morire chi lo mette in atto e sopratutto ad incidere fortemente sul tessuto sociale, in ultima analisi determinandone la rovina”.
Un’ora quasi di collegamento streaming. Emozioni, applausi, un bel filmato dedicato al questore che se ne va a cura di Stefano Lucinato (figlio dell’ex comandante delle Guardie di Ps a Macerata), e c’è stato pure posto per Pignataro di un ‘passaggio’ sui provvedimenti presi a riguardo della Cannabis light, uno dei primi in Italia. A salutarlo con un ‘bravo!’ in diretta il vicepresidente Anps, commissario Walter Busiello e Romeo Renis, il vicecommissario al quale si deve il rivoluzionario protocollo di sicurezza urbana denominato ‘Mutualità di vicinato’.

Partecipanti alla diretta Anps per l’arrivederci al questore

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