L’area del consorzio al centro delle polemiche: per i Comitati causerà caos, traffico e smog

Il caso a Chiaravalle

di Gianluca Fenucci

Fa discutere la destinazione d’uso degli spazi occupati dal consorzio agrario a Chiaravalle che ospiteranno un centro commerciale e molti appartamenti. Dopo la forte contrapposizione tra l’amministrazione comunale, rappresentata dall’assessore all’urbanistica Andrea Alcalini, e diversi partiti politici tra cui il PD e Forza Italia contrari alla destinazione d’uso dell’area del consorzio agrario, ora scende in campo anche il comitato civico per una cittadinanza consapevole ‘Noi di Chiaravalle’ che si dice molto preoccupato del futuro che attende la città. «In pieno centro urbano – affermano i sostenitori del comitato – la giunta prevede la costruzione dell’ennesimo centro commerciale e di un palazzone. L’impatto sulla viabilità, la congestione del traffico, la ricaduta sulla qualità dell’aria che respiriamo, la crisi dei parcheggi e l’aumento del rumore di fondo 24 ore su 24 sono aspetti che l’amministrazione comunale non tiene minimamente in considerazione. Quello che si vuole edificare in pieno centro corrisponde realmente alle esigenze ed alle prospettive per una buona qualità della vita dei chiaravallesi?”. La risposta che da il comitato ‘Noi di Chiaravalle’ è facilmente intuibile ed è negativa. Per questi motivi il movimento si sta attivando per una petizione e per raccogliere firme contro il progetto. Un progetto difeso dall’assessore Alcalini.

“Oltre alla riqualificazione della torre dell’acquedotto – dice Alcalini – il progetto prevede un parco urbano attrezzato di circa 4300 mq comprensivo di un parcheggio pubblico di 1400 mq, spazi commerciali per 3200 mq con un parcheggio dedicato di circa 3000 mq, un nuovo intervento residenziale di circa 2500 mq e un recupero sempre a carattere residenziale per circa 1000 mq”. Di rimando, però, l’ex consigliere provinciale Giuliano Brandoni, che anima spesso il dibattito cittadino suggerisce una scelta drastica. “Bisognerebbe presentare un esposto agli organi di giudizio amministrativo – dice Brandoni – per chiedere di verificare la correttezza della procedura che sostiene la scelta di quel progetto di cosiddetta riqualificazione, che è tutto meno che una riqualificazione». Anche l’associazione culturale L’Isola si è espressa negativamente. “L’area del consorzio è l’acetabolo del nostro centro storico attorno al quale ruota tanta vita cittadina e con essa tutte le forme di mobilità, senza dire del valore storico. La questione viabilità è centrale e dirimente del nostro centro storico che fa pendant con i monumenti del progresso, la stazione ferroviaria e l’acquedotto e della devozione popolare, la Chiesa di San Giuseppe, proprietà del comune e ancora in attesa di interventi di decoro. Prima di commettere un errore sarebbe il caso di approfondire il tema in consiglio comunale e coi cittadini”.

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