L’affondo del Sindaco: “Da qui a Natale 17 mila morti e pensiamo alle restrizioni?”

Il primo cittadino di Fabriano, Santarelli: “Passare le festività lontani dai propri affetti più stretti dovrebbe essere considerato più come un grande atto di amore”

di Marica Massaccessi

“Nei mesi di ottobre e novembre a Fabriano i contagi sono stati quasi esclusivamente di tipo familiare, il virus è stato passato da famiglia a famiglia in contatti avuti in ambienti domestici”. Il sindaco di Fabriano, Gabriele Santarelli ha commentato così le reazioni al nuovo dpcm emanato dal governo in vigore dal 4 dicembre.

E attacca chi è contrario alle nuove restrizione prese dal Presidente Giuseppe Conte, che di fatto blinda gli spostamenti a Natale, Santo Stefano e Capodanno e il ricongiungimento familiare durante le festività (leggi): “Leggo tanta indignazione per le regole che sono state pensate per affrontare il periodo delle feste natalizie accusando di “averci tolto il Natale”, come se il Natale fosse il giorno nel quale lavarsi la coscienza facendo visita a persone che poi vengono dimenticate nel resto dell’anno”. L’effetto “un Natale senza parenti” appare condivisa dal sindaco.

 

Con il ritmo delle vittime giornaliere di questo periodo a Natale ci saranno 17mila persone che lasceranno le sedie vuote e la tavola senza il piatto di cappelletti fumanti“- continua – “Persone che se fossimo stati tutti più attenti avrebbero avuto la possibilità di scambiarsi con nipoti e figli gli auguri tramite videochiamate. Loro sarebbero stati contenti nonostante le restrizioni di poterlo fare”. Insomma Santarelli sposa la linea rigida adottata dal governo e sottolinea come “le persone che si salveranno grazie a queste restrizioni avranno la possibilità di recuperare gli abbracci nei mesi successivi, avranno la possibilità di festeggiare, anche se in modo diverso, non solo il Natale ma anche i compleanni e di passare altro tempo prezioso nei prossimi mesi e anni”.

Questa esperienza dovrebbe insegnarci che il tempo non è infinito e che se abbiamo degli affetti da curare dovremmo farlo sempre, ogni volta ne abbiamo la possibilità senza rimandare” – conclude il sindaco riferendosi ai concittadini contrari – “passare le festività lontani dai propri affetti più stretti dovrebbe essere considerato più come un grande atto di amore che non come la privazione di una libertà, perché, non possiamo esserne sicuri, ma forse in quel momento stiamo salvando la vita a qualcuno”.

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