L’addio di Marco Vita: “Il calcio non è più il mio sogno”

Il classe ’94 ex Fermana, Vis Pesaro e Jesina ha salutato tutti su facebook confidando i suoi pensieri più intimi

Si è guardato dentro, ha visto che nel profondo del suo cuore il pallone non batteva più. Così ha preso coraggio ed ha deciso di gettare gli scarpini nel ripostiglio nonostante l’età gli avrebbe permesso di giocare per altri 10 anni. Il centrocampista di Montappone Marco Vita, classe ’94, ha detto addio al calcio dopo una carriera che lo ha visto militare quasi sempre in Serie D dopo essere cresciuto in settori giovanili importantissimi tra i quali quello del Milan. Lo ha fatto tramite un post su facebook, delicato come il suo tocco mancino. Tanti ringraziamenti, nessun sassolino da togliersi , ma una presa di coscienza sincera. Da applausi, da uno che ha le spalle larghe. Poi i tag: Marco non ha voluto tralasciare alcuna sua ex squadra citandole tutte, dal Tolentino, da dove partì tanti anni fa, alla San Marco Servigliano, l’ultima, con cui ha disputato l’Eccellenza.

Di seguito, ecco tutto d’un fiato le sue parole.

Ciao a tutti.
Quest’anno non riprenderò a giocare a calcio. Chiudo un grande capitolo della mia vita.
Voglio rendere pubblica questa mia decisione anche per tutte le persone che hanno sempre creduto in me, hanno fatto il tifo per me e mi hanno sempre sostenuto in questi anni. Potrei parlare ore ed ore della mia passione per questo sport e del tempo che ho trascorso fin da piccolo con la palla tra i piedi.
So quanto mi ha dato ed insegnato il calcio, quanto mi ha fatto sognare e quanto significa per me. Riesco a ripercorrere ogni tappa, sono partito da casa a 14 anni ed ho avuto l’onore di crescere nel settore giovanile del Milan, poi ho giocato in squadre di prestigio e queste esperienze mi hanno dato veramente tanto: mi hanno permesso di conoscere tanti compagni di vita, tanti fratelli, tanti grandi mister, tante città e tante belle persone.
Il calcio mi ha regalato dei momenti di gioia indescrivibili e tante soddisfazioni, mi ha fatto crescere sotto tutti gli aspetti. Ho imparato a superare le difficoltà e a non mollare mai.
So bene anche quanto ho dato per il calcio, spendendo tutto me stesso senza tirarmi mai indietro.
L’ultimo infortunio mi ha fatto riflettere e mi ha dato la consapevolezza di nuovi orizzonti. Ho capito che giocare a calcio non è più il mio sogno, e accettarlo è stato un passo fondamentale per me.
Non guardo indietro con il rimpianto di quello che poteva essere ma con tanta gratitudine per tutto quello che è stato. Fiero ed orgoglioso.
Grazie a tutti i miei compagni di viaggio e a tutti i miei mister.
Grazie a tutte le società in cui ho giocato.
Grazie a tutti i lavoratori, tifosi e appassionati del mondo del calcio.
Grazie davvero.
Grazie al Calcio.

Continuerò comunque a palleggiare, lo sapete, e sapete anche che nessuno mi batterà mai ai due tocchi”.

In bocca al lupo per il futuro.

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