La Samb è fallita: c’è tempo fino al 10 giugno per salvare la C: tutti i dettagli

Domenico Serafino, presidente Samb

SERIE C – Disposto l’esercizio provvisorio d’impresa fino al termine della stagione con i rossoblu impegnati domenica nei playoff col Matelica

di Giuseppe Marzetti

Una notizia attesa da tempo e adesso finalmente ufficiale: questa mattina (martedì 4 maggio) la Samb è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Ascoli Piceno.

La Camera di Consiglio ha ascoltato nei giorni scorsi Domenico Serafino, che non ha rispettato i pagamenti necessari per portare avanti il proprio concordato in bianco. Il cantante calabrese, durante l’ultima udienza, era rimasto anche senza avvocati e aveva portato avanti la convinzione di poter salvare il club con ipotesi impraticabili.

L’ormai ex proprietario rossoblù, infatti, aveva fatto riferimento ad un contratto con un main sponsor da 350 mila euro, senza però mostrare la minima documentazione che lo attestasse. Un altro disperato tentativo, inoltre, aveva riguardato la possibile cessione dei giocatori più importanti, come Botta, Lescano e Angiulli. Una tesi subito smontata, dal momento che la messa in mora permette a tutti i tesserati di svincolarsi gratuitamente.

Il Tribunale ha così incaricato i commercialisti Franco Zazzetta e Massimiliano Pulcini come curatori fallimentari e disposto l’esercizio provvisorio d’impresa fino al termine della stagione, visto che domenica 9 maggio la Samb sarà impegnata nel primo turno playoff in casa del Matelica.

Adesso con l’ufficialità del fallimento resta viva la speranza di salvare la categoria attraverso l’asta per il titolo sportivo, con l’acquirente che sarà chiamato a pagare i debiti sportivi correnti della Samb: c’è tempo fino al 10 giugno per mantenere i rossoblù in Serie C e iscriversi al prossimo campionato.