La storia di Mosciolino
di Marica Massaccesi
Arlecchino, Pulcinella, Brighella, Colombina, Pantalone sono solo alcune delle maschere di carnevale più famose. In Italia, ogni regione ha la sua maschera. Le maschere possono derivare dall’antica tradizione legate alla cultura del luogo di provenienza o dal teatro dei burattini.
Nelle Marche la più rinomata è il Mosciolino: un personaggio giovanile simile a un folletto con tratti caratteristici del mare realizzato dall’illustratore anconetano Andrea Goroni più di vent’anni fa. Mosciolino, che prende il nome dal mosciolo, piccolo mitile che vive nella zona del Conero, ha le orecchie allungate, il naso all’insù, un cappello blu con attaccato un pesciolino rosso, un abito che richiamano le onde del mare con le alghe e una canna da pesca di legno.
La storia narra che Mosciolino era un ragazzo senza una famiglia, viveva lungo la spiaggia del Passetto (Ancona) e mangiava sempre i moscioli. Un giorno durante il Carnevale, rimase ammirato da uno dei carri che sfilavano, il carro di Nettuno, così decise di seguirlo e venne scambiato per una maschera. Da quel giorno fu imitato da tutti. Dal teatro dei burattini invece derivano altre maschere tipiche marchigiane come il Papagnoco, contadino vestito di grigio con un fazzoletto rosso al collo, un largo cappello e un bastone nelle mani, e il Burlandoto che rappresenta il controllore delle merci burlato dal popolo e dai contrabbandieri.
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