La Giornata mondiale dell’ambiente 2021? Un inno all’economia del rispetto

“Il degrado degli ecosistemi sta già mettendo a rischio il benessere del 40% dell’umanità. Per fortuna la Terra è resiliente: ma ha bisogno di una grande mano. La nostra”. Così il Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha introdotto la quarantasettesima Giornata Mondiale dell’Ambiente 2021, lo scorso 5 giugno dedicata al ripristino degli ecosistemi.

Si tratta di una sfida lanciata durante il World Environment Day e della quale l’organizzazione intergovernativa intende investire i giovani attivisti per il clima, protagonisti di una stagione di impegno nella società civile e nella politica. Lo dimostra lo slogan GenerationRestoration e gli obiettivi concreti di risanamento che hanno, come orizzonte, il 2030. La giornata si festeggia ogni anno, dal 1974. Allora, il claim dell’edizione d’esordio recitava “Only One Earth e l’overshoot Day, ovvero la giornata in cui si considerano consumate le risorse che il mondo è capace di rigenerare in un anno e iniziamo a rosicchiare quelle del futuro cadeva il 27 novembre. Quest’anno cadrà due mesi prima, a luglio. L’entità di questa emergenza spiega l’urgenza di misure reali e anche le numerose iniziative sparse su tutti i continenti e gli oceani e cinquanta attività concrete ed operative su cui incardinare progettualità d’ampia prospettiva: dalla tutela dei suoli agricoli contro l’erosione in Kenya al ripristino di alcuni punti caldi di biodiversità in Amazzonia. Si calcolano benefici tangibili da qui al 2030 considerati veri e propri target da centrare grazie ad un programma di cambiamenti consistenti e duraturi.

Da oggi al 2030, il ripristino di 350 milioni di ettari di ecosistemi terrestri e acquatici degradati potrebbe generare 9.000 miliardi di dollari di servizi ecosistemici, e rimuovere fino a 26 miliardi di tonnellate di gas serra dall’atmosfera. Ovviamente, anche le imprese devono fare la loro parte, “immaginando il futuro” come ha affermato Guterres, o, mettendo a valore le persone e le professionalità con lo studio, la preparazione, l’invito alla scoperta dell’essenza umana delle pratiche manageriali come sostengono le voci più innovative sulla produzione e su come aumentare i suoi effetti contribuendo ad un ambiente solidale in cui nessuno rimanga indietro.

Preservare ogni forma d’esistenza, rispettarne le peculiarità ed i bisogni. Ecco l’imperativo sotteso a tutti i motivi di riflessione sollevati nel corso del giorno dedicato interamente allo sviluppo sostenibile del Pianeta. Stefano Aguzzi, Assessore All’Ambiente della Regione Marche, sottolinea che, “nel secolo scorso si sono consumate risorse non più riproducibili ai ritmi attuali. Ci sono cambiamenti climatici ed effetti catastrofici, derivanti anche dalla mancanza d’acqua e dal crescente inquinamento. Anche per questo, partendo dall’agenda 2030 stiamo coinvolgendo cittadini, associazioni e scuole per porre la doverosa attenzione all’ambiente in cui viviamo anche tramite la gestione complessiva dei territori, puntando l’attenzione sulla cura del patrimonio agricolo, forestale e aziendale.”

Sono istanze sacrosante che sembrano ritagliate su quella “economy of respect” che da anni caratterizza l’ethical vision della green company Dami, convinta che il termine ambiente debba rivolgersi, al contempo, al benessere di ciascuno e dell’intero e includa la necessità di politiche riferite alla piena parità di genere, a percorsi di crescita umana e professionale per i collaboratori, ad un attento e ben articolato sistema di welfare aziendale e a misure contro lo stress da lavoro. Perché l’armonia dell’insieme dipende dalla considerazione che si nutre nei confronti di ciascuno.

Dalla Home


Vuoi rimanere sempre aggiornato?

Articoli più letti della settimana

Ultime dalla provincia