La geniale idea per non chiudere mai la scuola

L’intervista alla Dirigente Moretti dell’Ulpiani di Ascoli

di Luca Gabrielli

Mentre negli ISC le lezioni per i ragazzi sono tornate in presenza, il mondo delle scuole superiori continua a vivere attraverso la Didattica a Distanza (la DAD). Ad Ascoli Piceno c’è però una realtà scolastica che non ha mai chiuso durante questo anno scolastico e, seguendo le regole, ha permesso una Didattica Integrata. Si tratta dell’Istituto di Istruzione Superiore “Ulpiani” che comprende l’Istituto Agrario e l’Alberghiero. Per il secondo anno è guidato dalla dirigente Rosanna Moretti che ci ha spiegato come ha organizzato l’Istituto.

La sua scuola non ha chiuso un giorno da quando è iniziato l’anno scolastico?

Abbiamo strutturato gli orari in modo da permettere alle classi un giorno in presenza a settimana. La norma consente la presenza a scuola per i laboratori, per gli studenti BES (con bisogni educativi speciali), per i convittori e i figli di genitori che lavorano nei servizi essenziali. Non abbiamo mai chiuso quindi puntando sulla Didattica Digitale Integrata. Stiamo andando avanti arginando e fronteggiando la situazione con le giuste misure, sempre in accordo con il Dipartimento di Prevenzione. I nostri corsi di studio sono caratterizzati da molti laboratori e abbiamo creduto fosse necessario permettere ai ragazzi di farli in presenza, radunandoli tutti in un’unica giornata per classe. Così siamo riusciti a fare andare avanti anche la cantina, attiva ormai dal 1882.

Le scuole hanno lavorato tutta l’estate per farsi trovare pronte, cosa non ha funzionato?

Abbiamo lavorato ininterrottamente per tutta l’estate, senza neanche un giorno di ferie, per riaprire in sicurezza le scuole. Avendo poi noi anche il convitto e la cantina lo sforzo è stato doppio. Abbiamo acquistato strumenti, attrezzature e prodotti igienizzanti per 40 mila euro mettendo su un’enorme macchina analitica e particolareggiata. Utilizziamo costantemente e quotidianamente macchine lava pavimenti, macchine ozono e atomizzatori. Quello che credo è che forse non è stato fatto di tutto per permettere ai ragazzi di raggiungere i nostri istituti in sicurezza. Ci sono stati gravi ritardi nella messa a disposizione di autobus da parte di Regioni e Aziende Municipalizzate. Le scuole sono luoghi sicuri, non sono mai nati focolai all’interno delle nostre strutture ma le abbiamo portare dall’esterno. Sono nati per colpa dei trasporti, sono nati in famiglia dove si abbassano le misure di sicurezza e negli spogliatoi delle società sportive.

A marzo siamo stati travolti da qualcosa che non conoscevamo. La Dad è stata potenziata o si è persa un’opportunità?

Abbiamo vissuto una situazione straordinaria a cui i sistemi politici, economici e sanitari non sono stati in grado di rispondere subito. La scuola ha trovato una soluzione e la Dad si è rivelata un punto di forza che lo Stato ha prontamente potenziato consentendo a chi non aveva i mezzi di comprare dispositivi digitali, computer e tablet. Per le scuole è stata una manna dal cielo. Si rischia però di trasformare questo punto di forza in un punto di debolezza. L’apprendimento ha bisogno di socialità, incontro, confronto e lo stanno rimandando da troppo tempo. Non possiamo più tenere i ragazzi a casa perché rischiamo un analfabetismo di ritorno, stanno disimparando la scrittura e il linguaggio. Sono queste le generazioni che un giorno ci governeranno. C’è bisogno di socialità, sempre con le giuste precauzioni. Per questo credo nella necessità di un patto sociale con i genitori che ci aiutino ad educare i figli all’uso delle giuste accortezze per vivere la socialità in armonia e sicurezza.

Lei è favorevole a vaccinare subito il personale scolastico per accellerare io ritorno in classe in presenza?

Sono molto favorevole perché credo che tutto il personale scolastico debba essere vaccinato al più presto. Le scuole sono comunità numerose e una tempistica anticipata ci permetterebbe di ripartire in sicurezza.

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