La Fermana e i conflitti interiori: quale strategia per andare avanti?

Striscioni appesi dai tifosi, trattative di cessione, correnti di pensiero differenti: la società è bloccata, si vivacchia alla giornata. Il futuro è un rebus

La Fermana vive alla giornata. Al 6 luglio la programmazione tecnica ristagna. Nelle scorse ore gli striscioni dei tifosi sono stati un po’ polemici e un po’ stimolanti e in un comunicato della Curva Duomo si lanciano frecciate anche al sindaco Paolo Calcinaro. Nel frattempo il silenzio stampa indetto dalla società è criptico. Preannunciato un comunicato nei prossimi giorni. Intanto, volatilizzatisi i romani, sarebbero due imprenditori abruzzesi a dialogare con il club per rilevarlo o, forse, appoggiarlo. Altra bolla di sapone?

Società nel mare mosso, tra correnti di pensiero differenti. Vinicio Scheggia si sente solo. L’amministratore avrebbe congelato il rinnovo del responsabile del settore giovanile Leandro Vessella, che però ha la conferma a parole del direttore generale Andrea Tubaldi, adesso in vacanza in Sardegna: aereo proprio nel momento clou. E se saltasse pure Gigi Giandomenico alla Primavera? Discorsi da settore giovanile, ma guai a sottovalutarli: servono per capire certe dinamiche.

Contemporaneamente la famiglia Simoni è inferocita con il direttore sportivo Massimo Andreatini, gancio dell’avvocato Andrea Gianni. L’interessamento della cordata laziale che l’ex Samb rappresentava è però il passato. Insomma, regna un po’ di confusione nei meandri del Recchioni e questo non giova a nessuno. Quali strategie per andare avanti? Futuro rebus, sia dal punto di vista economico sia da un punto di vista tecnico. Le strade sono due: o cedere la società oppure tagliare i rami secchi sperando in un miracolo sportivo. Ce n’è una terza, quella che spaventa di più: finire a tarallucci e vino, ossia far finta che nulla sia accaduto: ripartire dunque con Tubaldi direttore generale, Andreatini direttore sportivo, Protti allenatore. Senza soldi e senza armonia.

A proposito di Protti, il mister di Santarcangelo è desaparecidos. Si è chiuso in se stesso ed è anche comprensibile, risucchiato da tanti, troppi, discorsi. Il contratto fino al 2024 è esistente ma Stefano potrebbe decidere di scommettere su di sé: stralciare tutto e aspettare una chiamata. A Fermo ha vissuto emozioni indescrivibili, sia da calciatore sia da mister all’esordio in Lega Pro. Perché rischiare di rovinare tutto?

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