
MOF 62
Nabucco, Barbiere di Siviglia, Trovatore e I Carmina Burana di Orff per la prossima edizione del Macerata Opera Festival (Mof numero 62). Il governo dello Sferisterio – Lucia Chiatti e Marco Vinco- nella Sala Cesanelli chiude con il bilancio di quello appena agli archivi fresco fresco -dati i due infausti acquazzoni- ed apre con un nuovo augurabile poker di titoli. In evidenza il successo di pubblico e dunque di botteghino de ‘La Vedova Allegra’: il piccolo Stato del Pontevedro con le sue finanze (leggi sold out) ha blindato la cassa di …Parigi/Mof.
DANILO FA RIMA CON FABIOLO
Danilo Danolovic come Danilo re del Montenegro, fratello della Regina Elena di Savoia e come (ohibo’) don Jaime de Mora y Aragon, fratello della regina Fabiola del Belgio -per questo soprannominato Fabiolo dalla stampa internazionale? Una certa triangolazione c’e’ ed in parte Alberto Mattioli importante critico musicale (La Stampa, Il Foglio) l’ha illuminata, elogiando il cast tuttavia muovendo nel contempo qualche appunto alla produzione maceratese de ‘La Vedova Allegra’ e al regista. Mattioli ricorda anche la querela che Vittorio Emanuele fece all’autore dell’operetta, Franz Lehar proprio per aver preso ‘in prestito’ la figura del cognato Danilo, protagonista della ‘bella vita’ parigina. Chiaramente poi Pontevedro riverberava l’assonnante Montenegro. Allora il pensiero corre a Don Jaime fratello di Fabiola, anch’egli tanto diverso per esposizione sociale. Lei ed Elena, promossa dalla storia per aperture sociali, sono state ognuna per proprio conto due sorelle super. Donne, donne eterni dei! Verissimo, e pure esempi in famiglia.
SENTI CHE BEL VENTO
“Senti che bel vento” canta Vasco Rossi (‘Un senso’). Un vento denso di promesse con il faro dei media puntati univocamente sulle Marche. Nella fervente attesa tutti in pista, in bici ed auto blu. Reticenti fino a ieri la Via Lattea dei candidabili (quelli cche…”vidirimo”) adesso improvvisamente in attesa come il Blasco di domani. Quello del voto per le Regionali. Jamme, ja!
ZES E COLLATERALI
Associazioni, Camera di Commercio e Confindustria plaudono all’iniziativa del Governo d’istituire a beneficio di Marche ed Umbria, tornata questa alla Sinistra, la zona economica speciale 9 anni fa invocata invano in modo bipartisan – in particolare dall’allora sindaco di Camerino, Dario Conti e dal prof. Giuseppe Rivetti. E i rispettivi presidenti di Confindustria and C. stanno gia’ preparando documenti da sottoporre in incontri pubblici ai candidati governatori -si prepari bene Matteo Ricci.
Va a vedere che stavolta tra i due litiganti (destra e sinistra) il terzo -il popolo sempre bue- gode. Che stavolta insomma qualcosa ci scappa anche per gli elettori (e desistenti) non soltanto per gli eletti e chi li sostiene pubblicamente? Va a vedere che….forse!
TAVOLO DI CONCERTAZIONE
Diciamocelo ma sottovoce. A Macerata i tavoli di concertazione promessi pre-voto se ne sono visti dopo in misura ridottissima post voto. Invece stavolta dalla Provincia uno squillo di tromba. Luca Buldorini, vice presidente, lo sta avviando per non far perdere ad un centro storico allo stremo la presenza quotidiana di 80 dipendenti ora da trasferire in altre sedi fuori dalla citta’ murata durante il prevedibile lungo restauro del Palazzo del Corso. Buldorini ha promesso un fatto mai accaduto storicamente: l’ente pubblico trattera’ di mera organizzazione interna con realta’ esterne, in primis le associazioni di commercianti et similari. Luca e’ uno che non s’arrende, lo scrive lui. Senti che bel vento….
CARLO L’ULTIMO MACERATESE E DON ENNIO PASTORBONI

Ciao Carlo, 93 anni, notissimo maceratese. Se Pietro ‘Briscoletta’ Baldoni, fotoreporter di Carlino poi per decenni del Messaggero, ‘zar’ delle Casette per la popolarita’ (imprimatur ‘by Luciano Magnalbo’) era il penultimo dei maceratesi doc, lui, il dottor Carelli presidente della Confederazione internazionale dei Cavalieri Crociati e capostipite di tutti i commercialisti del capoluogo, sicuramente era l’ultimo. Se n’e’ andato quasi all’improvviso dopo aver ‘regnato’ con garbo e simpatia dal suo studio ed aree limitrofe in corso Cavour. L’ultima volta, qualche mese mese nel prediletto bar Delizie. Quanti ricordi irripetibili si porta via Carelli, ragazzo tra i ragazzi di Don Bosco con Pietro, Momo Colonna, Silvio Spaccesi, Franco Brinati tutti incolonnati dietro a DonE…l’indimenticabile, paterno don Ennio Pastorboni, il loro tutore, l’Angelo che sorresse con il suo abbraccio la Macerata ferita a morte dal bombardamento del luglio ’44.
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