La Civitas Appenninica punta a diventare Capitale Europea della Cultura 2033

Presentato a Roma il Rapporto del Censis, Norcia è la città capofila

Un patrimonio storico, artistico, culturale e religioso straordinario, unito da comunità resilienti e da legami millenari, quello della Civitas Appenninica, candidata a Capitale Europea della Cultura 2033. Il progetto, guidato da Norcia, è stato presentato oggi a Roma nella sede Adnkronos con la conferenza stampa moderata dal giornalista Fabio Paluccio e alla presenza di rappresentanti istituzionali e culturali di rilievo.

Il Rapporto del Censis, intitolato “Il Cammino in Divenire della Civitas Appenninica”, è stato illustrato da Emanuele Bossi, ricercatore Censis. L’indagine sottolinea come questa candidatura non riguardi solo un comune o un territorio delimitato sulla mappa, ma rappresenti un’area vasta di 546 comuni in Umbria, Abruzzo, Marche e Lazio, comprendente 11 province e oltre tre milioni di abitanti, di cui oltre 537.000 nel cratere sisma 2016, cuore pulsante della proposta culturale.

Secondo Guido Castelli, Commissario Straordinario al sisma 2016: “La Civitas Appenninica esprime le profonde radici culturali dell’Appennino centrale. Queste comunità, pur tra difficoltà immense, hanno saputo rialzarsi e oggi la candidatura diventa la sfida di un ‘popolo’ che vede in questo progetto un’occasione di riscatto e di sviluppo.”

Il Sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera, ha sottolineato il ruolo centrale della città: “Norcia è onorata di guidare questa candidatura. A unirci sono 546 comuni che condividono la volontà di riemergere dopo il sisma e valorizzare un patrimonio culturale immenso. A rafforzare questa candidatura c’è poi San Benedetto, Patrono d’Europa, simbolo dei valori culturali condivisi a livello continentale.”

Secondo Andrea Toma, responsabile Area Economia, Lavoro e Territorio del Censis: “Il Rapporto evidenzia come la Civitas Appenninica possa tracciare una traiettoria di sviluppo, valorizzando le sedimentazioni materiali e immateriali del territorio. Il divenire della Civitas si configura come la capacità di guardare al futuro con sicurezza, lungo il cammino della cultura e della comunità.”

Il Rapporto ha mappato il capitale culturale della Civitas in tre dimensioni:

  • Patrimonio materiale: 479 musei (102 nel Cratere), 437 biblioteche (73 nel Cratere), 372 librerie (64 nel Cratere), 149 cinema (36 nel Cratere), 11 sedi universitarie (7 nel Cratere).
  • Capitale produttivo: 3.491 imprese culturali (666 nel Cratere), 31 cooperative di comunità, 679 Pro Loco (162 nel Cratere).
  • Patrimonio immateriale: la rete dei cammini e dei poli culturali che uniscono 14 centri storici tra cui Amatrice, Camerino, Fabriano, Spoleto, Assisi, L’Aquila, Loreto, Gubbio e Spello. Otto cammini simbolizzano i legami tra borghi e comunità: Via Lauretana, Via di San Francesco, Cammino delle Terre Mutate, Francescano della Marca, Cammino dei Cappuccini, dei Monti e dei Santi, di San Benedetto e dei Parchi.

La candidatura della Civitas Appenninica si presenta quindi come un progetto strutturato e strategico, volto a valorizzare un territorio ferito dal sisma, a sostenere la rinascita culturale, sociale ed economica dell’Appennino centrale, e a promuovere l’integrazione europea attraverso il patrimonio condiviso. L’iniziativa si pone in continuità con L’Aquila Capitale della Cultura Italiana 2026, mirando a fare della cultura uno strumento di sviluppo sostenibile e coesione territoriale.

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