La ciambella di mosto marchigiana

di Marica Massaccesi

E’ tempo di vendemmia e quindi di mosto d’uva che insieme all’anice dà vita a un pane dolce e soffice che nella tradizione culinaria marchigiana prende il nome di Ciambella di mosto. A partire dalla seconda metà di Settembre e fino alla fine della vendemmia, infatti, i forni marchigiani si riempiono delle ciambelle di mosto che possono essere gustate a colazione o a merenda, da grandi e piccini, così al naturale oppure farcita con marmellata o cioccolata spalmabile.

Si tratta di un dolce popolare della tradizione contadina marchigiana le cui origini risalgono a XII secolo. Veniva preparata in questo periodo dalle vergare che in dialetto marchigiano sarebbe colei che gestisce e dirige le faccende di casa.

Gli ingredienti della ricetta tradizionale:

1kg di farina 0

500 ml di mosto crudo

Lievito o lievitino

4 cucchiai di anice

1 cucchiaio di varnelli

160 grammi di olio

Un pizzico di sale

200 grammi di zucchero

Il procedimento:
La prima cosa da fare è preparare il lievito o lievito con acqua, farina e lievito e lasciar riposare per circa un’ora. Una volta aumentato di volute, aggiungere lo zucchero, il mosto e metà farina. Impastare tutti gli ingredienti e aggiungere l’olio, l’anice, l’altra metà di farina e il sale fino ad ottenere un composto omogeno. Lasciare lievitare per un’altra ora. Dopodiché dividere il composto in quattro ciambelle e cuocerle nel forno per circa 30 minuti a 180 gradi. Le ciambelle di mosto saranno pronte quando sono di un color dorato. In alcune località di Macerata tra il composto della ciambella viene aggiunta anche un uovo.

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