La Beata martire Maria Laura Mainetti era devotissima alla Madona di Loreto

Aveva prenotato, come sempre da anni, il periodo dal 1 al 15 luglio per pregare nella Santa Casa. Così 20 anni fa, poco prima d’ essere uccisa da tre sataniste, da lei perdonate poco prima di morire.
La rivelazione del card. Angelo Comastri, allora arcivescovo e delegato pontificio nel Santuario mariano. L’omaggio del papa

di Maurizio Verdenelli

Loreto ha ricordato commossa suor Maria Laura Mainetti, in occasione della sua beatificazione a Chiavenna. Papa Francesco l’ha ricordata nella sua omelia domenicale parlando di questa martire moderna che impegnava in ogni “pur piccola cosa tutta la fede, l’amore e l’impegno possibile”. Suor Mainetti venne uccisa con 19 coltellate da tre ragazze la notte del 6 giugno 2000 in un percorso campestre di Chiavenna dov’era stata attirata dalla telefonata di una delle tre, che piangente asseriva di voler indicare alla religiosa il luogo di un presunto stupro.

 

In realtà si trattava di una terribile imboscata ordita dalle giovani le quali avevano stretto un patto di sangue nel nome di Satana: offrire in sacrificio al Maligno l’esistenza di un religioso. Il prescelto era stato in un primo momento il prete di Chiavenna, ipotesi poi trascurata in quanto il parroco era di corporatura robusta e difficilmente si sarebbe fatto colpire dalle ragazzine. Che scelsero allora per quella sua corporatura esile la responsabile della comunità delle Figlie della Croce, le suore di Sant’Andrea e cioè Suor Maria Laura Mainetti. Raccontarono poi pentite le tre ragazze omicide: “Ai nostri primi colpi, la suora cadde a terra e pregando implorava il perdono da Dio per noi”.

 

Il processo di canonizzazione aperto nel 2005 ha avuto un percorso rapido: Suor Maria Laura è salita all’altare di San Lorenzo a Chiavenna nella giornata di ieri a ventun’anni dal suo martirio.
Loreto, abbiamo detto, l’ha ricordata nel silenzio e nella commozione. La beata era solita infatti trascorrere ogni anno quindici giorni a luglio nella città marchigiana, ospite della casa del pellegrino, per pregare all’ombra del santuario della madonna nera. Anche in quel tragico giugno 2000, la beata aveva già prenotato il suo alloggio che da una dozzina d’anni era per lei un appuntamento consueto.

La presenza di suor Mainetti era stata fino ad allora riservata, fino a quando il delegato arcivescovile, monsignor Angelo Comastri (di lì a poco sarebbe diventato uno dei più importanti cardinali dello Stato Vaticano) non lo rivelò ad un inviato del Messaggero. Il tema era l’educazione dei giovani, in riferimento a quell’educatrice martirizzata dalle stesse sue allieve – così come le indagini appurarono – fu immediato. L’intervista fu lunga intensa e commossa. “L’esempio ai giovani viene non dalle parole ma dalle buone azioni” disse monsignor Comastri a chi scrive, l’inviato del Messaggero.

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