Jimmy Fontana, dieci anni fa: la celebrità della porta accanto

L’11 settembre moriva a Roma Enrico Sbriccoli, camerinese di nascita, il cantante di musica leggera piu’ famoso della recente storia marchigiana. Sempre legatissimo alla sua terra d’origine cui ha dedicato tanti brani di successo

Ci fu un tempo, non molto lontano, in cui ‘Macerata granne‘ rivisse a Roma (in Europa e nel mondo) su palcoscenici assoluti. Erano gli anni ‘cromatici’ di Scipione, Ivo Pannaggi, Sante Monachesi, Wladimiro Tulli, Valeriano Trubbiani e (tuttora) quelli scintillanti e hollywoodiani del premio Oscar Dante Ferretti. E nella tv e nel cinema ancora in b/n erano gli anni di Luigi Bartolini da Cupramontana (residente poi a Macerata) il cui romanzo del 1946 ‘Ladri di biciclette’ fu ‘portato’ due anni sul grande schermo da Vittorio De Sica vincendo l’Oscar nel 1950 e risultando uno dei piu’ grandi film della storia cinematografica mondiale. Erano, ma non infine, gli anni di Franco Graziosi, prima star televisiva nazionale, di Silvio Spaccesi e di Enrico Sbriccoli, in arte Jimmy Fontana, camerinese di nascita e di cuore (a mezzadria con la diletta Macerata). Popolarissimo tanto che una superstar come Lelio Luttazzi si augurava, in un suo motivo di enorme successo, di poter avere la voce di Fontana inserito a pieno titolo nel ‘numero’ ristretto dei cantanti piu’ famosi di quegli anni, tra i quali (ricordo) Celentano, Dorelli ed Arigliano.

Il giorno in cui Enrico/Jimmy mori’, l”11 settembre di dieci anni fa, inaugurandosi il polo scolastico San Paolo, con l’indimenticabile sindaco Dario Conti dal tricolore ‘rovesciato’ per protestare contro la spoliazione dell’istituzione giudiziaria subita dalla citta’ dopo 200 anni, il presentatore Paolo Notari fece una toccante testimonianza del celebre cantante. “Una volta a Roma, mi disse: Beato tu che abitando a Fabriano, puoi ogni sera volendo, andare a cena nella ‘mia’ Camerino!“. Amava molto la ‘sua’ citta’ dei Varano, presente in “Paese mio (Che sara’)” uno dei suoi motivi piu’ belli a rappresentare l’Italia intera della Provincia e dell’emigrazione, scritto da Jimmy Fontana con Migliacci (autore della senigalliese ‘Rotonda sul mare’), Pes e Greco. Presente ogni volta che poteva nella sua terra amatissima, investendo poi anche risorse personali in imprese locali, lo ricordo in uno dei ‘santuari’ del capoluogo: la societa’ Filarmonica-Drammatica in via Gramsci a Macerata. Decenni fa a cena, mi rivelo’ l’accordo da cui era partita l’intera partitura del proprio successo piu’ grande: il mondo. Pubblicato nel 1965, resse la scena a lungo. Sulle sue armonie vidi ballare a Monaco di Baviera in pratica l’intero OktoberFest ’68 dopo aver dominato le estati italiani!

Poi l’ultimo incontro, al teatro della SFD nel corso di un bellissimo evento organizzato per ricordare Alberto Girolami, giornalista e dirigente comunale, nella cabina di regia organizzativa di ‘Macerata Opera’. Un lungo momento bellissimo con Jimmy Fontana commosso testimone di un pezzo di storia maceratese e marchigiana con altri, al pari suo, testimoni eccellenti. Con Giancarlo Liuti (firma storica del ‘Carlino’), Franco Pallotta, Giancarlo Pantanetti, lo stesso Girolami pionieri e  ‘colonne’ assieme al fotoreporter Pietro ‘Briscoletta’ Baldoni de ‘Il Messaggero’ di Macerata, e con il sottoscritto. Sarebbe stato l’ultimo palco per il grande Jimmy molto legato a questo gruppi di amici e cronisti che ne avevano ‘cantato’ i suoi inizi artistici. In particolare legatissimo al caro Briscoletta (nel quale vedeva interpretati i caratteri migliori di Macerata) accettando con entusiasmo di partecipare all’evento che ad un anno dalla morte -travolto da un’auto a Villa Potenza- aveva fatto memoria dell’amico al cine teatro Italia esattamente 24 anni fa: il 1. settembre 1999. 

Ai funerali di Jimmy Fontana celebrati a Roma, alla Chiesa degli Artisti partecipo’ una delegazione maceratese guidata dall’allora sindaco Romano Carancini. All’indomani fu naturale pensare all’intitolazione di una via o di una piazza del capoluogo al cantante che per decenni aveva dedicato alla sua Terra d’origine brani che avevano fatto la storia della musica leggera italiana. Ora che i dieci anni (previsti in materia ma data l’eccezionalita’ del personaggio si sarebbe potuto far prima) sono trascorsi dalla sua morte, e’ senz’altro maturato il tempo da parte delle pubbliche istituzioni per un impegno giusto e gia’ promesso.

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