Jesina in picchiata: il parere di volti noti tra inviti a rialzarsi e stoccate taglienti

ECCELLENZA – Riflessioni durante l’evento “Il calcio a Jesi – verso il 2050” organizzato dalla Fondazione Cardinaletti. Intervenuti Luca Marchegiani ed anche Alessandro Cossu che non è stato tenero

di Giancarlo Esposto

Chi aspettava qualche novità sul futuro della Jesina, nel corso dell’evento “Il calcio a Jesi – verso il 2050”, nell’ambito della serie di manifestazioni organizzate dalla Fondazione Gabriele Cardinaletti, è rimasto deluso. «Dopo una delusione passano ventiquattr’ore, quarantotto, poi ci si rialza – ha affermato Andrea Cardinaletti, presidente della Fondazione – superata la delusione, bisogna pensare che un insuccesso come questo può diventare una opportunità.»

Non contano solo i soldi, ha tenuto a ribadire, ma le strutture, un progetto tecnico che crei una identità, che faccia tornare Jesi attrattiva. «Le società devono smettere di fare plusvalenze sui giocatori – ha aggiunto Cardinaletti – il giocatore deve essere di proprietà di chi l’ha formato, riconoscendo un premio a chi l’ha valorizzato.» Si è trattato in ogni caso di un incontro interessante; moderatore il giornalista e scrittore jesino Michele Grilli, hanno partecipato Luca Marchegiani, portiere ex nazionale, Alessandro Cossu, dirigente calcistico di lungo corso, Osvaldo Presti, che da cinquant’anni cura giovani calciatori.

Assente dell’ultima ora, ma giustificato, il presidente de l’Aquila, Goffrendo Juchic, che ha salvato la società abruzzese, dopo ben tre fallimenti, con una operazione di crowdfunding, una sorta di azionariato popolare, che ha portato a riportare la squadra in serie D, a ristrutturare lo stadio e altri investimenti in iniziative sociali. Si è parlato di come il calcio è cambiato, dagli anni in cui Marchegiani muoveva i primi passi nelle società minori di Jesi, di come Jesi ha perso il ruolo di società di riferimento per la Vallesina.

Cardinaletti ha inoltre indotto i presenti ad una riflessione, cercare cioè di capire il perché del difficile momento del calcio marchigiano, a partire dall’Ascoli, fresco retrocesso. Questo ed altri argomenti, senza però un minimo accenno a quelli che possono essere stati gli errori dell’attuale gestione. Poi la stoccata tagliente, ma significativa di Alessandro Cossu: «Quando era presidente Polita, per ben cinque anni la Jesina ha ricevuto il premio per l’utilizzo dei giovani, poi per quattro anni non è più accaduto». Un’affermazione sulla quale riflettere, non solo per quello che si poteva fare e non si è fatto, ma per quello che può essere alla base di una ripartenza.

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