Integrazione ed interazione, incontro con la comunità marocchina

Anps Integrazione ed interazione - Comunità marocchina

Il Console Generale del Marocco in Italia, Said Jazouani, ha consegnato alla Signora Amal Cheddira un attestato di benemerenza per i meriti del figlio Walid

Sold out alla Sala Castiglioni di Piazza Vittorio Veneto di Macerata per il Convegno sul tema “integrazione ed interazione a tutela della legalità – Incontro con la comunità marocchina”, organizzato dalla Sezione di Macerata dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato (Anps).

Al saluto iniziale del sindaco Sandro Parcaroli, è seguito l’intervento della Consigliera Regionale Anna Menghi, che ha sottolineato come Macerata sia sempre stata una città accogliente, ma è necessario il rispetto delle regole per scrivere un modello efficace di integrazione, con un ruolo importante di connubio tra istituzioni ed associazioni, per una convivenza caratterizzata da pace e collaborazione . A suggellare questo proposito sono state poste vicine le bandiere del Marocco e dell’Italia, oltre al labaro dell’Associazione della Polizia

Presenti il Vice Sindaco Francesca D’Alessandro ed i consiglieri Roberto Cherubini, Sandro Montaguti, Ninfa Contigiani e Marco Bravi nonchè i rappresentanti del Prefetto, del Questore e del Comandante dei Carabinieri, il Funzionario dell’Onu, Andrea Angeli.

Nutrito il tavolo dei relatori: l’Assessore  alla sicurezza Paolo Renna; il Consigliere aggiunto rappresentante degli immigrati Omar Cherqaoui, la Dirigente dell’ufficio immigrazione della Questura Anna Moffa; l’imprenditrice Fatima Eloufi; la sociologa Mounya Allali. Quali ospiti d’onore il Console Generale del Regno del Marocco, M.Said Jazouani e la Signora Amal, madre del calciatore della Nazionale del Marocco Walid Cheddira, nato in Italia.

I relatori si sono soffermati sulla loro esperienza, concordando sulla necessità di lavorare per una effettiva integrazione ed interazione ed apprezzando le finalità degli incontri con le comunità straniere, finalità tese ad evitare che le singole comunità si isolino e formino gruppi chiusi, distaccati dal contesto in cui vivono, perché tale situazione può comportare un astio nei confronti dell’altro, con gravi pericoli per la sicurezza e l’ordine pubblico specie se si concretizzano nella formazione di bande giovanili.

A tale proposito l’Assessore Paolo Renna ha auspicato che specie i ragazzi giochino insieme e si formi una pacifica comunità italiana multi etnica, concetto ribadito da Omar Cherqaoui che ha sostenuto che per questo motivo  non ci sono specifiche associazioni marocchine, per non restare “ghettizzati” e la validità della decisione è confermata dal fatto che il 15% dei marocchini ha la cittadinanza italiana, si è perfettamente integrato, ha costituito proprie attività economiche, che operano nel tessuto sociale. Un esempio è dato dall’imprenditrice Fatima Eloufi, che nel suo intervento ha sostenuto che nell’ attività che gestisce con il padre vi lavorano persone di diverse nazioni, anche italiani.

Il Commissario P.S. Anna Moffa, dirigente dell’immigrazione ha evidenziato che la comunità marocchina è la più numerosa tra le comunità straniere a Macerata, non sussistono particolari problematiche e si è dichiarata disponibile a esaminare con il massimo favore situazioni particolari che dovessero emergere.

Il presidente della Sezione Anps di Macerata Giorgio Iacobone ha evidenziato come la stragrande maggioranza degli immigrati sia costituita da persone che rispettano le regole, ma c’è il pericolo che quella minima minoranza che delinque porti discredito sull’intera comunità, per la facilità con cui si tende a generalizzare. Ha quindi invitato la comunità a costruire una diga contro i connazionali che delinquono, isolandoli e denunciandone i crimini, sia per il dovere morale che investe ogni persona, sia per evitare ripercussioni nel giudizio collettivo.

Importante il momento della testimonianza di Amal, la madre di Walid Cheddina (giocatore di calcio in Serie B con il Bari ed attaccante della Nazionale Marocchina) che ha raccontato come il figlio si sia formato in Italia ed abbia raggiunto i lusinghieri successi, grazie al suo impegno, ma anche alle opportunità che gli sono state offerte. Ha raccontato anche del suo soggiorno un mese in Qatar per i mondiali di calcio e l’emozione provata nell’abbracciare il Re Muhammad VI che ha voluto incontrare i genitori dei calciatori della Nazionale.

Un convegno che ha visto la partecipazione di un folto ed attivo pubblico. Convegno che segue quello organizzato sempre dall’ANPS di Macerata, lo scorso ottobre, sullo stesso tema ma con la comunità albanese.

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