Inquinamento e code di automezzi: “La bretella unica soluzione”, la proposta di due ingegneri

Una variante sulla collina di San Benedetto del Tronto

Pubblichiamo una nota giunta in redazione a firma degli ingegneri Donato Pescatore e Paolo Tartaglini

“E’ ormai da parecchi giorni che in previsione delle elezioni amministrative sta entrando nel vivo la competizione elettorale dei vari candidati e vengono affrontate la varie problematiche della nostra città formulando nei vari programmi le più svariate e molteplici ipotesi di intervento.

In particolare per noi cittadini sambenedettesi ingegneri che hanno più volte studiato la questione della caotica viabilità cittadina sembra strano che da molti nei  propri programmi venga poco considerato l’annoso problema legato al frequente intasamento della Strada Statale 16 con relativo super inquinamento atmosferico.
E’ evidente a tutti che il collegamento viario nord-sud in questa città è garantito solo dai due assi viari SS16 e lungomare (se vogliamo considerarlo via di comunicazione  invece che strada turistica), assi già inadeguati in condizioni di traffico normale e soprattutto quando sono chiamati a sopperire condizioni di traffico eccezionale,  vedasi quando ricevono il traffico deviato dall’autostrada.

All’attualità delle cose sembra strano pensare, come qualcuno dice, che nel  prossimo futuro la SS16 e il lungomare saranno a disposizione del solo trasporto  pubblico e della ciclabilità, come se la necessità e la voglia di mobilità privata sarà a  breve destinata a diminuire o ad esaurirsi. Ma siamo convinti che non solo non  diminuirà ma aumenterà anche se meno inquinante con il bando dei motori termici.
Ma se non si realizzerà viabilità alternativa a quella attuale come si può pensare di  lasciarla al solo trasporto e pubblico e alla ciclabilità? 
Sarà assolutamente necessario per evitare lunghe code ed effettuare spostamenti cittadini fatti con tempi dignitosi,  poter disporre di viabilità alternativa che, considerando l’orografia di San Benedetto, non può che essere collinare.
Forse è noto che negli ultimi 30 anni sono stati studiati vari percorsi collinari di  viabilità alternativa, e che la realizzazione di una bretella in variate alla SS16 è possibile senza eccessivi stravolgimenti del territorio cittadino.
Del resto con la costruzione della sopraelevata Ascoli-Mare negli anni ‘90 si era già iniziato, con  la costruzione del tratto in galleria (tuttora inutilizzato) prima dell’incrocio con la  strada provinciale di Santa Lucia, a realizzare un primo tratto della variante collinare. Il relativo progetto di completamento sino al torrente Albula è tuttora pronto e facilmente  realizzabile, anche con pochi interessamenti di terreni privati.

All’altezza dell’Albula verrebbe creata una rotatoria a due livelli che permetterebbe di proseguire con la variante collinare in galleria che potrebbe arrivare facilmente sino alla SS16 con la realizzazione di un rotatoria all’altezza della chiesa San Filippo, dove già è in progetto un’altra rotatoria e quindi realizzare anche un collegamento con il porto in attesa del preventivato terzo braccio.
L’ipotesi progettuale, poi, non precluderebbe il proseguimento veloce verso Grottammare, mediante l’allargamento a tre o quattro corsie  dell’attuale tracciato della SS16 almeno sino alla rotatoria del fiume Tesino.
Questo progetto di variante collinare già studiato in tutta la sua fattibilità avrebbe l’indubbio vantaggio, oltre che permettere l’utilizzo  del tratto in galleria incompiuto, di togliere gran parte del traffico interno alla città e di raggiungere con facilità dall’esterno il centro e l’ospedale  Madonna del Soccorso. E’ anche possibile prevedere un  futuro collegamento veloce con le attività portuali.

Siamo anche convinti che neanche la terza corsia autostradale potrà risolvere, come da alcuni ventilato, il problema della  viabilità cittadina, in quanto essa sarebbe prevalentemente a servizio della viabilità nazionale di lunga percorrenza e, soprattutto, correndo a quota elevata,  necessiterebbe la realizzazione di complessi e impattanti svincoli inevitabili per  scendere a livello terra.
Come detto sopra, la soluzione studiata, a nostro avviso, in prima istanza riguarderebbe il solo comune di San Benedetto, senza però comunque precludere eventuali successivi sviluppi per proseguire verso il casello di Grottammare”.

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