Infinito mister Fugante: a 42 anni entra e segna ancora

Simone Fugante

SECONDA CATEGORIA – Allenatore e giocatore per diversi anni, il classe ’79 aveva appeso le scarpette al chiodo, ma poi..

Una vita da calciatore, un’altra da allenatore, ma è la via di mezzo che frega. Il limbo – che non è un ballo – rimane sempre la zona più dura su cui vivere. Lo sa bene Simone Fugante, bomber classe 1979 che da alcuni anni riveste il ruolo di allenatore-giocatore nelle varie categorie del calcio dilettantistico marchigiano.

Tralasciando la normale carriera in mezzo al campo, Simone ha iniziato la sua attività di coach allo Staffolo, nel 2010-2011. “Siamo arrivati ad un soffio dalla vittoria del campionato – ci racconta Fugante – ma poi ha vinto il Sassoferrato. Abbiamo perso la finale playoff e il secondo anno non siamo riusciti a raggiungerli. Poi mi sono dimesso metà campionato ma sono rimasto come giocatore. Riconquistammo i playoff ma perdemmo in finale contro il San Paolo, pareggiando, perché loro erano terzi con un solo punto in più di noi“.

Situazione che non sarà una rarità nel corso del suo operato. Ma andiamo con ordine, prima c’è ancora la voglia di giocare in campo: “Ho chiuso il quinto anno da giocatore, poi sono passato alla San Francesco Cingoli perché volevo finire la carriera da giocatore ed attaccare le scarpette al chiodo“. Le ultime parole famose. Dopo l’ultima vera stagione full time in campo, Fugante ha allenato la Juniores Provinciale vincendo contro Corinaldo la finale in quella che lo stesso allenatore ricorda come “una grandissima soddisfazione, prima di stare fermo per un anno”.

Ma un appassionato di calcio non può vivere senza campo. “Mi ha chiamato il Victoria Strada. Il primo anno abbiamo raggiunto la finale playoff ma siamo usciti contro la Falconarese sempre per un punto di distanza – eccallà – L’anno successivo eravamo terzi, poi il Covid ha bloccato tutto. Quest’anno siamo a metà classifica, siamo partiti male per problemi di rosa. Abbiamo perso tanti titolari e con giovani alle prime partite in un campionato che conta inevitabilmente un po’ di esperienza dobbiamo accumularla e ci vuole tempo”.

Si ma, nel frattempo, il mister entra e segna. Sabato, nel corso della sfida contro la Junior Jesina, nel Girone D di Seconda Categoria, ha deciso di ristaccare quelle scarpette dal chiodo, indossarle e scendere in campo. E non solo, anche segnare il terzo gol della sua Victoria Strada (finale 2-4). “Mi sono messo ancora in gioco ed è stato bello – conclude il 42enne tecnico e ancora gran bel bomber – Se serve sto qui e do una mano, altrimenti sto in panchina senza problemi. Alla mia età bisogna pur riposarsi“. Se lo dice lei, mister, a noi non sembra che abbia tutta questa voglia di riposarsi.

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