Incontro a Caldarola sulla dipendenza dal gioco d’azzardo

L’obiettivo è diminuire le giocate quotidiane legando le slot macchine al codice fiscale per avere la certezza che gli scommettitori siano maggiorenni

Un’amministrazione attenta fa anche prevenzione verso quelle patologie che ancora oggi si stenta a definirle pericolose, è per questo motivo che ieri, venerdì 25 ottobre, l’Amministrazione Comunale di Caldarola ha organizzato, presso la sala polifunzionale “Tonelli”, un incontro aperto a tutti per parlare di azzardopatia, la dipendenza dal gioco d’azzardo.

Da non confondere con la ludopatia, sempre una dipendenza dal gioco, ma ancora più grave perché prevede l’impegno di importanti cifre economiche che hanno mandato in fallimento intere famiglie e aziende a causa di una patologia non riconosciuta e difficile da gestire.

All’incontro, aperto dai saluti del Vice Sindaco Giovanni Ciarlantini e della Consigliera Teresa Minnucci, erano presenti lo psichiatra Gianni Giuli, Direttore del dipartimento dipendenze Patologiche dell’Area Vasta 3 di Macerata, e il Consigliere Regionale Luca Marconi promotore della legge contro il gioco d’azzardo patologico e di un piano triennale di interventi, recentemente approvato, che prevede fondi in favore di 8 differenti progetti legati alla prevenzione e alla presa in carico dei soggetti colpiti da questa patologia.

Lo Psichiatra Giuli ha affrontato il problema sul piano emotivo, sottolineando quanto incida, la dipendenza da gioco, sulla sfera personale, la mente è sempre più concentrata sull’azzardo facendoti perdere di vista la famiglia, il lavoro, le amicizie, avviluppandoti in uno stato di falsa euforia quando si vince (statisticamente molto raramente) e di  profondo sconforto quando si perde (praticamente nella maggior parte dei casi).

La legge Regionale ha posto diversi paletti, come la distanza da scuole o bancomat e la riduzione delle ore di gioco, facendo balenare subito agli occhi un dato importante, in poco tempo la percentuale del montepremi giocato è scesa del 16.2%. L’obiettivo è di fare molto di più, cercare di limitare le giocate quotidiane a disposizione di ogni singolo cittadini, legare le slot macchine al codice fiscale per avere la certezza che gli scommettitori siano maggiorenni e molti altri progetti.

Tornando ai dati statistici la nostra provincia ha un triste primato, il Comune di Civitanova è secondo in Italia per la quantità di soldi spesi nelle sale Slot. Una media pro capite per ogni cittadino di 4.000 euro annui. Inoltre in provincia la fascia d’età dei giocatori tra i 15 e i 19 anni vede una percentuale di quasi il 17% nonostante sia vietato il gioco ai minori. Un dato assolutamente allarmante.

Secondo il Consigliere Regionale Marconi è una dipendenza assai più pericolosa del tabagismo e dell’alcolismo perché non viene vissuta come un pericolo, capita spesso di vedere nonni acquistare gratta e vinci per i nipoti senza capire che si instradano i più piccoli verso una pericolosissima spirale.

L’azzardo patia è una malattia dell’anima” ha affermato Marconi “e la cura deve far leva sulla volontà, deve partire principalmente dal dipendente da gioco che invece, spesso, non capisce di avere una patologia”.

L’incontro di ieri quindi era rivolto principalmente ai giovani ma nell’affrontare queste problematiche è fondamentale una cerchia di amici e parenti attenta ad ogni cambiamento delle possibili vittime dell’azzardo patia, pronta ad intervenire in sostegno del paziente, ed è solo conoscendo il problema che si può capire quando e come intervenire.

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Author: redazione

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