Incarico di prestigio per il maceratese Paciaroni, nuovo Presidente del Tribunale Federale

Piero Paciaroni

Le parole del vertice della giustizia sportiva

E’ il maceratese Piero Paciaroni a diventare il nuovo presidente del Tribunale Federale Territoriale (massimo organo della giustizia sportiva in tema di calcio). Una gran bella soddisfazione per un professionista stimato e che da anni gravita nel mondo del calcio. “Faccio parte del Tribunale Federale Territoriale e della Corte Federale Territoriale del Comitato Regionale Marche dal 2001 – dice Paciaroni – Prima come componente, poi negli ultimi anni come Vice-Presidente ed ora, dopo le dimissioni del Presidente avv. Giammario Schippa che è stato eletto a Vice-Presidente d’area per il Centro della Lega Nazionale Dilettanti. La carica non è elettiva ma è scelta dagli organi federali; quindi deriva da una proposta del Comitato Regionale Marche avallata dalla LND e deliberata dalla FIGC con il C.U. n. 158/A del 1° febbraio 2021. L’interesse alla giustizia sportiva deriva dalla passione per il calcio che ho coltivato come giocatore e giovane dirigente della Robur Macerata, frequentando l’oratorio salesiano; ho poi giocato tra gli anni 70/80 in prima e seconda categoria, oltre che con la Robur, con il Montecassiano, lo Sforzacosta, il Santa Croce, il Sambucheto ed il Montelupone”.

Paciaroni spiega cosa andrà a fare: “La proposta da parte del Comitato Regionale Marche di entrare a far parte della giustizia sportiva è arrivata qualche mese dopo l’accoglimento di un ricorso da me inoltrato per incarico della squadra del Caldarola che aveva subito una sconfitta a tavolino nell’ultima gara del campionato per una violazione delle regole relative all’obbligo di avere nella lista di gara, in campo o in panchina, un numero minimo di giovani giocatori; il ricorso era stato respinto dalla Corte di Appello Territoriale del Comitato Regionale Marche ma è stato poi accolto dalla Corte di Appello Federale Nazionale che ha accolto una mia eccezione di ” incostituzionalità ” della norma che era stata imposta dal C.R. Marche. Infatti il Codice di Giustizia Sportiva non prevede la perdita della gara per violazioni che riguardino giocatori non scesi in campo. Tale sentenza arrivata in agosto costrinse il C.R. Marche a promuovere 3 società in Eccellenza, tra cui il Caldarola, in quanto non c’era più tempo per far disputare gli spareggi: qualche mese dopo mi arrivò la proposta del C.R. Marche di entrare nella giustizia sportiva regionale che io ho accettato e che venne poi formalizzata circa un anno dopo. La Corte Federale Territoriale di Appello decide sui reclami presentati da società e tesserati verso le decisioni dei Giudici Sportivi regionali e provinciali per squalifiche, inibizioni, ammende, perdita di gare a tavolino per tutte le gare organizzate dal C.R. Marche della L.N.D., cioè dalla Eccellenza alla Terza categoria: è giudice di secondo grado ed ultimo per ciò che concerne la FIGC, mentre in alcuni casi si può adire ad un terzo grado avanti al Collegio di Garanzia del CONI. Il Tribunale Federale Territoriale decide come giudice di primo grado sui deferimenti della procura federale per le violazioni alle norme da parte dei tesserati. Dopo le dimissioni dell’avv. Giammario Schippa, il Tribunale e la Corte sono composti da 5 giudici: oltre a me, vi sono il dott. Giovanni Spanti vice-presidente e, come componenti, l’avv. Francesco Scaloni, il dr. Lorenzo Casagrande Albano e la dr.ssa Valentina Pupo. L’incarico è onorario con rimborso spese di trasferta e gettone di presenza. Le riunioni sono pressocchè settimanali durante la stagione sportiva, dovendo essere decisi nell’immediatezza i reclami contro le squalifiche perchè se un giocatore prende 3 o 4 giornate di squalifica dal Giudice Sportivo il reclamo suo in proprio o della società deve essere deciso in pochi giorni in quanto se li prolungassero i tempi della decisione di appello il giocatore sconterebbe tutte le giornate di squalifica comminategli prima che arrivi l’esito del reclamo: ciò in quanto le sanzioni sono immediatamente esecutive. Quindi se la squalifica inflittagli va diminuita, ad esempio da 3 a 2 giornate di squalifica, è necessario deciderlo in tempo utile affinchè egli possa tornare in campo dopo aver scontato le prime due giornate di squalifica. Possiamo dire che la giustizia sportiva, che qualcuno definisce ” sommaria “, è una delle poche che nel nostro paese dà sentenze certe e definitive in tempi molto rapidi; è ovvio che la necessaria velocità di emissione dei verdetti può inevitabilmente comportare che qualche decisione non venga ritenuta ” giusta “. Il lavoro da Presidente comporta, come ovvio, una attività maggiore in quanto deve essere gestita tutta l’attività preparatoria allo svolgimento delle riunioni del Tribunale o della Corte in quanto una vota pervenuti i reclami o i deferimenti è necessario fissare le riunioni per la loro discussione ed effettuare le relative notifiche e convocazioni. Avendo già svolto la carica di Presidente dell’Ordine degli Avvocati del Tribunale di Macerata per quattro anni, ritengo di avere una sufficiente esperienza per poter assolvere in maniera efficiente questo nuovo incarico”.

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