Inaugurate le due auto donate allo Iom Jesi e Vallesina

La Onlus dopo l’emergenza Covid: “Ora c’è bisogno dell’aiuto di tutti”

Inaugurate questa mattina in piazza Federico II le due nuove auto Iom. Si tratta di una Citroen C3 Aircross e di una Fiat 500 L che entreranno in funzione già da subito, a disposizione della onlus jesina, rispettivamente grazie al contributo di Stefano Antonucci della Cantina Santa Barbara e alla donazione della famiglia Lombardi in memoria del caro Martino.

Oltre alla presidente Anna Quaglieri, al direttore responsabile Maria Luisa Quaglieri e ai rappresentanti del personale sanitario, erano presenti alla cerimonia anche il sindaco Massimo Bacci e il vescovo Mons. Gerardo Rocconi per la benedizione. Non potevano mancare i benefattori: la famiglia Antonucci e poi la signora Pierina Morosetti e i figli Paola e Luca Lombardi, mamma e fratelli del compianto Martino.

“Sono due vetture queste associate a ricordi diversi – ha detto la presidente Quaglieri -. Quella donata da Cantina Santa Barbara è l’auto della gioia: da sempre vicino a noi, Stefano Antonucci ha regalato allo IOM momenti bellissimi, giornate meravigliose piene di allegria e coesione. La sua amicizia ha fatto sì che alla nostra associazione arrivassero tante cure e sorrisi per i pazienti”.

Maria Luisa Quaglieri con Stefano Antonucci

Commozione poi davanti alla Fiat 500 L, donata nel ricordo dell’imprenditore e consigliere comunale scomparso lo scorso anno: “In questa auto c’è invece un cuore – precisa la presidente -. È qui per ricordarci che Martino è sempre con noi. Che non abbiamo il potere di curare i nostri pazienti ma che ce ne possiamo prendere cura, offrendo loro amore e speranza”.

Anna Quaglieri con Luca Lombardi

La cerimonia è stata anche occasione per fare il punto sulla situazione della onlus dopo l’emergenza: “Durante la pandemia, il nostro ambulatorio è rimasto sempre operativo, Iom non si è fermato mai e in silenzio ha continuato a svolgere la sua attività di assistenza ai malati oncologici, grazie all’opera dei volontari che sono la nostra forza – aggiunge Anna Quaglieri -. Abbiamo dato un contributo anche all’emergenza donando quattro tablet al reparto di Terapia Intensiva del Carlo Urbani di Jesi per permettere ai pazienti covid di restare in contatto con i loro familiari. Ora però siamo noi a chiedere un aiuto“.

L’associazione jesina infatti sta attraversando un periodo di difficoltà: “A causa dell’emergenza sanitaria, non possiamo organizzare manifestazioni per la raccolta fondi, come cene, eventi o spettacoli di teatro – spiega la presidente-. Per questo, chiediamo a tutti una mano. Anche un piccolo contributo può aiutarci a sostenere le nostre attività: un mare è fatto di tante gocce, ogni gesto di solidarietà è importante“.

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