In cinque per migliorare Macerata, solo uno salirà sul trono

ER GHETANACCIO – La fotografia politica del cronista Maurizio Verdenelli

Da oggi, tutte le domeniche, daremo vita a una rubrica denominata “Er Ghetanaccio”. La firma è di quelle prestigiose e che hanno bisogno di poche presentazioni. Sarà infatti Maurizio Verdenelli a curare in prima persona questa rubrica nata per toccare vari temi della nostra realtà. Verdenelli, Giornalista Professionista in pensione, è stato per anni il Direttore della redazione maceratese de “Il Messaggero” e sotto la sua supervisione sono tantissimi i giornalisti che hanno preso il via e carpito i segreti di questa professione prendendo spunto da un vero e proprio maestro.   

di Maurizio Verdenelli

INDOVINA CHI VIENE A CENA. Il covid è stato come un turbine sul tavolo delle ben sistemate carte della politica del capoluogo alla vigilia delle elezioni. Scompigliandole. A cominciare dalla data. Dalla primavera all’autunno. Dalla mattina alla sera. Dal pranzo alla cena. In sala c’è già da tempo, indaffaratissimo a ‘sistemare la mensa’ il candidato sindaco del Pd, Narciso Ricotta. Vero: il narciso non fiorisce in ottobre, ma questo maceratese appare di serra ben coltivato e non destinato quindi a dipendere dal meteo. Intanto la sala in vista della cena appare piuttosto affollata: cinque finora i pretendenti alla poltrona sulla quale si e’ seduto per un decennio Romano Carancini. In attesa di aggiungere un posto o piu’ in overtime la domanda principale resta in direzione del Centrodestra. Il nuovo inviato di Salvini, Marchetti, confermerà’ la scelta (Marchiori) fatta dal predecessore Arrigoni operando un certo strappo rispetto a Forza Italia e Fdi.

Da allora tuttavia un pò’ d’acqua é passata pure sotto i ponti di Chienti e Potenza. La Lega a livello nazionale ha perso 7 punti in due mesi e il Pd pur restando in surplace come Maspes e Gaiardoni al velodromo Vigorelli, ha avvicinato il partito di maggioranza. Chi ha corso e’ stato invece FdI a mezzo punto ormai da M5S mentre FI ha invertito nel frattempo il trend di discesa. Insomma il post covid a Macerata ha dimezzato… Il distanziamento tra gli alleati dello schieramento chiamato a vedersela con la maglia ‘biancoazzura’ (al momento) di Narciso. Se son fiori, sbocceranno in autunno.

Maurizio Verdenelli

COVID HOSPITAL. In terapia sub-intensiva, politicamente, c’è Luca Ceriscioli teso a restare in gioco sino al 90′ pronto pure ai supplementari, dopo che il tentativo (capitalizzando il trend complessivamente positivo) di anticipare la data delle elezioni regionali non ha avuto buon esito. In ogni caso il governatore uscente, secondo sondaggi, pare avere un certo vantaggio sul candidato di FdI, Acquaroli. Tuttavia Salvini, nel recente summit, non intende recedere dall’idea di un proprio uomo a contrastare Ceriscioli o Mangialardi che sia, sparigliando le ipotesi un po’ fantasiose della vigilia che avrebbero visto la Lega pronta a rinunciare alle Marche per concentrarsi su una importante Regione del Sud. Se non dunque l’ex sindaco di Potenza Picena chi? Si vocifera il sindaco di Civitanova Marche, il ‘civico’ Ciarapica, in grande ascesa, a suo tempo indicato nel corso di una cena di (alcuni) Stati Generali del Centro Destra a Villa Gigli, a Montarice, già di proprietà del celebre tenore.

Un bell’acuto. Subito dopo quello che ha portato a decidere (“Un rapido giro di telefonate e via…” ha ricordato lui) domenica 19 aprile, picco massimo del virus, all’avvio fast del cantiere stakanovista che in 27 giorni hanno visto realizzare il Covid Hospital.

QUELLA NOTTE DEL 17 GIUGNO. Il ministro Spadafora è stato suggestivo ed evocativo. La finale di Coppa Italia sarà giocata il 17 giugno: una data grandemente simbolica- ha detto- per la ripartenza del Calcio e dello stesso Paese che nello Sport trova una forte rappresentatività. Perché quella data? Fu il 17 giugno 1970 a segnare con Italia-Germania 4-3 all’Azteca di Mexico city non solo la ‘Partita del Secolo’ ma pure una delle pagine più gloriose del calcio italiano.

A siglare la rete vincente fu Gianni Rivera in questi anni spesso ospite dell’università di Camerino e di Macerata. “Meta’ di quella rete decisiva é però mia” mi ha detto a Montecosaro, ospite del collezionista Marinozzi insieme con Beniamino Di Giacomo e Luciano ‘Puma Panetti, il grande Ricky Albertosi tornando nelle Marche dopo 29 anni. “Ho chiuso a 45 anni la carriera con l’Elpidiense, in C2″.”Si, quel gol mi appartiene per metà…”. Perché? “Ricordiamo quello che Materazzi ha detto a Zidane nella finale di Berlino? Non si e’ saputo mai con precisione per la verità, ma la reazione dell’asso francese ce l’abbiamo tutta ancora negli occhi…”. “Ebbene, io feci di peggio, e stavo pure per dargli una legnata in testa.” A chi?! “A lui, Rivera, che aveva fatto passare in rete come un pivello il tiro di testa di Muller proprio dalla parte del palo che doveva vigilare. Gianni lo ha detto: dovevo assolutamente rimediare, altrimenti le avrei prese di brutto e quasi fuggendo da Ricky arrivai davanti a Mayer con il passaggio e la palla giusta. Non potevo sbagliare!”. Una ripartenza vincente. Auguriamocela anche e soprattutto qui a Macerata.

Ps: Di ‘Ghetanaccio’ alias Gaetano Santangelo (1782-1832) scrive il padre della Romanistica, il poeta Giggi Zanazzo (1860-1911): “Era un celebre burattinaio, arto, palido (…) e una fame, poveraccio, che se la vedeva coll’occhi (…) Diverse vorte e ‘ stato ar gabbio, per ave’ mmesso in ridicolo puro er Guverno. Trinciava li panni addosso a tutti senza compassione. Ciaveva uno spirito tale, e una lingua accusi’ pizzuta, che ttajava come un rasore”.

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