In attesa di Salvini, consigli a Parcaroli

Di Anna Menghi e gli auguri del sindaco

di Maurizio Verdenelli

La mattinata di “Sandro” ha un momento particolare intorno alle 9.15. Quando il nuovo sindaco digita il numero del cellulare di Carla M. ha saputo che oggi la signora “compie gli anni” e lui al telefono le fa gli auguri. E’ emozionatissima Carla quando, casualmente al cronista, racconta il suo “più gradito dono di compleanno”.

Alle 14.54, con le autoblindo di Polizia e Carabinieri che “sigillano” il centro in attesa del segretario nazionale della Lega, arriva alla guida della sua Mercedes bianca, Anna Menghi, l’ultimo sindaco del centrodestra prima di Parcaroli che, con grande calore, l’accoglie all’ingresso del Palazzo.

Chiedo personalmente ad Anna, che a distanza di oltre 20 anni porta ancora nell’anima le ferite delle “pugnalate” di chi nella maggioranza clamorosamente la sfiduciò: “Hai dato buoni consigli al tuo successore?”. E lei, un lampo negli occhi: “Credimi, piu di uno!”
Salvini arriva (quasi) puntuale, 5′ dopo le 15: al suo fianco il condottiero del doppio successo Umbria-Marche: Riccardo Augusto Marchetti da Umbertide. Camicia bianca, pantaloni azzurro scuro, entrambi abbracciano a lungo, l’uomo della provvidenza in chiave Lega. Parcaroli si commuove, occhi lucidi mentre esplode l’entusiasmo del popolo del centrodestra sulla piazza: crepitano gli applausi.

C’è tuttavia da correre, Salvini deve tornare presto: la visita maceratese durerà un’ora. “Ma tornerò anno dopo anno”. Lo promette al sindaco e alla piazza. Un’ora densa, però, a ribadire il sigillo della Lega a Macerata e nelle Marche, mentre arriva il capo staff di Francesco Acquaroli, il maceratese Fabio Pistarelli con Sandro Cacchiarelli, già segretario dell’allora viceministro Mario Baldassarri. Una visita fortemente operativa con sorpresa finale, quando Salvini in piazza, uscito dal Comune scartando l’auto blu a portiere aperte, scende a piedi lungo via Don Minzoni. E’ una camminata resa necessaria dalla circolazione a senso unico in centro. Ma questo l’avremmo saputo dopo. Così tutti dietro al Lider Maximo a chiedersi. Ma dove va? “A Palazzo Buonaccorsi, palazzo della Cultura maceratese, ‘ evidente” . Macché! Davanti all’augusto portone, l’esercito salviniano tira dritto. Qualcuno a quel punto, azzarda: “Vanno di sicuro al Santuario Mariano in piazza Strambi per ringraziarlo della vittoria, così come fece la Città nel 400 dopo la fine della peste nera che aveva dimezzato la popolazione”. Previsione, anche questa sbagliata. Salvini e Parcaroli s’infilano invece decisi dentro il palazzo vescovile, prendendo in contropiede tutti. O quasi: “Quale sorpresa? Non ha appena parlato Matteo di Bibbia. Lui è coerente”. Tuttavia, qualch’altro dietrologicamente sussurra: “Ma il papa lo sa?”.

L’incontro con mons. Marconi dura ancor più (20′) del minivertice in sala-giunta a Palazzo comunale. All’uscita, ultima raffica di flash per il Capitano e il Sindaco: pochi attimi ma bastevoli alla collega Roberta Foresi (Radio Nuova) di chiedere: “Com’è andata con il vescovo?”. “Mi ha assolto” risponde Salvini con un sorriso magari augurandosi (chissà?!) un medesimo esito ad inizio ottobre davanti ai giudici siciliani.

E’ l’ultimo lampo poco dopo davanti alla statua di padre Matteo Ricci, prima del rientro a Roma.