Le interviste in onda nel noto programma di Tvrs
di Erika Guzzini
La puntata di Fatti e Commenti del 6 Marzo 2026 si è articolata ospitando due figure femminili per discutere di imprenditoria, cultura e cronaca giudiziaria. L’ospite della prima parte è stata Katia Ventura, editrice di Senigallia, con la quale è stato analizzato il ruolo delle donne nel tessuto economico marchigiano. I dati della camera di commercio rivelano che nelle Marche un’impresa su quattro è guidata da una donna, superando la media nazionale del 22,3%.
Ventura ha sottolineato la vivacità delle case editrici regionali a guida femminile, citando realtà come Affinità Elettive, Aras ed H-Edizioni. E’ emerso tuttavia un dato preoccupante: nelle Marche si legge meno rispetto alle altre regioni del nord Italia come dimostrato dalla scarsa partecipazione a concorsi di lettura locali. E’ stato presentato il sodalizio artistico con il dottor Roberto Campagnacci primario di chirurgia a Jesi e autore del nuovo volume intitolato “fuga del cervello” che uscirà a maggio. L’editrice ha espresso cautela sull’uso dell’intelligenza artificiale nella letteratura, ritenendo che manchi dello sguardo umano necessario per il romanzo. Sul fronte economico, ha evidenziato come la chiusura dello Stretto di Horzum abbia bloccato i container ad Ancona e innalzato i costi di carta carburanti, delineando un’economia di guerra.
La seconda parte ha ospitato la dottoressa Federica Paccaferri, docente dell’università di Macerata e autrice del libro “il coraggio di restare”. In apertura è stata letta la lettera scritta dalla madre di Pamela Mastropietro ai genitori di Innocent Oseghale chiedendo loro di convincere il figlio a rivelare i nomi di eventuali complici. Paccaferri ha raccontato la sua esperienza come interprete ufficiale durante il processo Oseghale, da cui è nato il suo libro che funge da diario delle udienze. Ha ricordato come il deprezzamento della vittima fosse stato definito come “unico al mondo” dal professor Cingolani per la precisione chirurgica. E’ stata discussa la difficoltà nel dimostrare l’omicidio rispetto alla tesi dell’overdose della difesa, confermata poi dalle analisi delle coltellate e del peso specifico dei polmoni della vittima. La docente utilizza il caso Mastropietro per insegnare inglese giuridico agli studenti di Unimc. Ha inoltre ricordato con commozione il padre Giovanni fondatore dell’attività di famiglia nel 1963,scomparso improvvisamente proprio durante una delle udienze più crude del processo.
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