Il vescovo di Norcia come Gesù nel tempio: sette domande in nome dei terremotati

Da sempre in prima linea, mons. Boccardo ha tuonato contro le lungaggini della burocrazia e contro i tanti ostacoli che non permettono la ricostruzione

Sette domande per chiedere spiegazioni al Governo e alle istituzioni regionali sul “perché” delle lungaggini della burocrazia che non permettono una veloce ricostruzione delle zone colpite dagli eventi sismici del 2016. Ad avanzarle è stato il vescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, durante l’omelia pronunciata per la celebrazione di San Benedetto a Norcia.”La gente di queste vallate vuole vivere e non essere accompagnata dolcemente alla morte, che si manifesta nello spopolamento delle frazioni, nella precarietà del lavoro, nell’incertezza della ripresa del turismo”, ha detto il presule prima di elencare i sette “perché” con destinatari i “vari presidenti del Consiglio, ministri e sottosegretari, parlamentari italiani ed europei, che in questi quasi tre anni non hanno mancato di farsi vedere a Norcia, con tante assicurazioni e promesse”, ha detto ancora il vescovo.