Il treno Canil a Macerata, un nome da cambiare per fare breccia nel capoluogo

Mauro Canil, patron del Matelica

L’approdo del Matelica all’Helvia Recina divide (per ora) la piazza maceratese

C’è un passaggio fondamentale da chiarire nell’approdo del Matelica a Macerata. Ovvero le intenzioni a breve-medio termine della società presiuduta da Mauro Canil. Ovviamente nel capoluogo ci si divide tra favorevoli e contrari all’ingresso del Matelica in città per la prossima stagione. L’ago della bilancia è tutto nel capire il progetto futuro: se l’intenzione è quella di virare su un nome che possa inglobare Maceratese (Alto Maceratese?) ci sarebbe grande voglia di accodarsi al progetto altrimenti una semplice “ospitata” come Matelica è vista con grande freddezza, per non dire altro.

Roberta Nocelli (dg Matelica) e Sabrina Orlandi (moglie dell’imprenditore Canil)

Sia sui social, in particolar modo sull’attivissima pagina della Sportiva, che nel forum dei tifosi biancorossi i messaggi sono praticamente dello stesso tenore: chiarezza sul nome della squadra. In sintesi e senza tanti giri di parole.

Personalmente credo che Mauro Canil voglia fare la serie B a Macerata a medio-lungo termine. E questa opinione sulle nostre colonne è stata espressa in tempi non sospetti: c’è anche chi ci ha detto che vedere Canil a Macerata (a prescindere dal nome) era come credere “agli asini che volano” perché in C le regole cambiano. Proprio perché le regole cambiano e proprio perché Canil ha in mente un progetto importante l’unico approdo naturale era Macerata, favorito anche dallo zoppicamento dell’altra realtà cittadina (l’attuale Maceratese). A mio avviso l’avvento di Canil e del suo entourage a Macerata rappresenta un’opportunità più unica che rara per la città e per l’intera provincia. Perché l’intenzione dovrebbe essere quella di creare una squadra capace di abbracciare fortemente il territorio che va da Macerata a Matelica. Ecco, Matelica. Le origini non possono essere dimenticate e proprio per questo il nome futuro della squadra non potrà e non dovrà tagliare fuori Matelica, città da dove nasce questo progetto. In passato tanti sono stati gli esempi calzanti: possiamo parlare di Giacomense-Spal, Montegranaro-Fermana e tante altre situazioni simili.

Francesco Micciola, ds Matelica

E’ chiaro che l’ingresso del Matelica attualmente viene visto con diffidenza dai maceratesi che avrebbero piacere di sapere in maniera precisa le intenzioni future della società matelicese. Una cosa importante da sottolineare è che il progetto Matelica-Macerata è un progetto che non dipende dalla vittoria di Ricotta o Parcaroli alle prossime elezioni. E’ un progetto molto importante e che metterebbe nel giro di qualche anno la serie B nel mirino perché una cosa è certa: da grande imprenditore qual è Mauro Canil sa che la C è un bagno di sangue in termini economici mentre la serie B (con i diritti tv nelle casse della società) rappresenta un obiettivo importante da raggiungere.

Sicuramente la squadra che verrà costruita dal ds Micciola sarà buona, per puntare in questo primo anno a una salvezza tranquilla e gettare le basi per questo modello di calcio provinciale che veramente potrebbe portare all’Helvia Recina il calcio che conta da qui ai prossimi anni. Il primo passo, quello più importante probabilmente, è stato fatto concendendo lo stadio per le gare interne al Matelica. Da qui ai prossimi mesi gli step successivi, con annesso un dialogo costruttivo tra Matelica e Maceratese con obiettivo comune quello di vedere il grande calcio all’Helvia Recina.