Le parole di Maurizio Grilli sulla situazione di Marina di Montemarciano
di Gianluca Fenucci
Non c’è pace per il lungomare di Marina di Montemarciano. Nei giorni scorsi, alle prime mareggiate, il tratto di litorale compreso tra i ristoranti Acqua Salata e Zanzibar ha subito gravi danni anche ad un collettore dell’energia elettrica ed è stato chiuso parzialmente al transito. E’ urgente riprendere le opere di ripascimento interrotte prima dell’estate e che sono in grave ritardo. Recentemente il WWF ha parlato di fallimento del progetto di ripascimento programmato dalla Regione e che chiama in causa il comune ma il sindaco di Montemarciano, Maurizio Grilli, replica piccato. «La presa di posizione del WWF mi lascia attonito e amareggiato.
È impossibile parlare di progetto fallimentare al punto in cui siamo, tanto più che le zone aggredite dall’ultima mareggiata – dice Grilli – sono proprio quelle che attendono il ripascimento. I tecnici della Regione, del Provveditorato e degli altri soggetti coinvolti stanno lavorando con responsabilità e serietà ma il progetto è complesso proprio per garantire la tutela dell’ambiente fluviale e marino. I monitoraggi ambientali sono fondamentali e pertanto è incomprensibile qualsiasi critica in questo senso. Apprendere poi che per l’associazione ambientalista sarebbe preferibile prelevare il materiale da cave di prestito che, per altro, non ci sono è sconvolgente. L’apertura di nuovi poli estrattivi piuttosto che impiegare il materiale che deriva da un’attività di riprofilatura del fiume Esino comporterebbe un grande aumento dei costi e non consentirebbe di mitigare il rischio idraulico nei territori attraversati dal fiume stesso». Secondo il sindaco “il progetto del ripascimento di Montemarciano è un’opera imponente per costi, quantitativi di materiale sedimentario impiegato e complessità ed è un’opera virtuosa perché coniuga la difesa costiera con la mitigazione del rischio idraulico fluviale e in una certa misura compie, con la massima attenzione per l’ambiente, quello che il fiume non riesce a fare più da solo, a causa dei troppi sbarramenti e ostacoli lungo il suo corso e dei cambiamenti climatici: trasportare il materiale sedimentario fino alla spiaggia”.
L’intervento di difesa costiera, la cui efficacia è stata testata mediante i più evoluti modelli matematici, prevede di portare 320mila mc di sedimenti derivanti dalla riprofilatura del fiume in un tratto di circa 3,4 km di spiaggia, con un apporto medio di circa 134 mc/ml. Una quantità di materiale, mai impiegata prima nelle Marche, che è in grado di ricostruire completamente la spiaggia, formando una barriera “naturale” alla forza del mare.
«Fino a prima dell’estate è stato apportato un volume di ghiaia pari circa al 30% del complessivo di progetto – dice Grilli – ed abbiamo rassicurazioni circa l’imminente inizio di prelievo di ghiaia nell’area 2 del Fiume Esino, un’operazione di cui si prevede un apporto di materiale doppio di quello precedente. Il ritardo è evidente e da sindaco comprendo la preoccupazione dei miei concittadini. Ribadisco fiducia totale al progetto e all’efficacia finale dell’opera. La ghiaia dell’Esino è vitale per la sopravvivenza della costa montemarcianese».
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