Il rincorrere sempre stanca mentalmente, l’Ascoli deve restare in equilibrio

L'urlo di Sottil (Foto Lega B)

SERIE B – Il k.o. contro la Salernitana pesa sulla corsa salvezza

Il doppio schiaffo nel giro di una settimana che riporta alla realtà. Seconda sconfitta consecutiva per l’Ascoli Calcio che al Del Duca cade contro la Salernitana di mister Castori. Probabilmente i 7 giorni più neri da quando Sottil è arrivato a sedersi su quella panchina scottante. Prima di questa doppia battuta d’arresto, il tecnico ascolano aveva racimolato 15 punti in 8 gare, ottimo ruolino di marcia. Ora però Reggiana e Salernitana hanno risvegliato bruscamente chi pensava di tirarsi fuori dalla melma retrocessione quanto prima.

 

 

La notizia è questa: non succederà. L’Ascoli soffrirà fino alla fine. Come è giusto che sia per una squadra che nelle prime 14 partite aveva incassato 10 sconfitte, 3 pareggi ed una sola vittoria. Ovvio che l’inversione di tendenza è stata data ma è anche logico che vincere tanto in Serie B non è mai facile. “La pressione psicologica del rincorrere sempre”, così la chiamata nel post gara proprio Sottil. Ed è vero. Le vittorie in rimonta, sempre in rimonta, sono belle ed entusiasmanti al momento ma celano sempre un disguido mentale successivo. La “corsa” di Satre, che quando poi ti accorgi che alle cose non ci puoi sempre arrivare, allora si fanno pesanti.

 

Eppure l’Ascoli deve tornare vivo. Lo deve fare per più partite possibili, vincere più partite possibili. Attualmente la classifica dice -5 dalla salvezza diretta rappresentata dai 26 punti della Reggina (che deve giocare, al massimo il Brescia sempre a quota 26), punteggio a cui potrebbe arrivare anche il Cosenza oggi qualora centrasse i tre punti contro il Lecce. Non impossibile, ma delicata. La situazione comporta massimo impegno (quello chi è che non ce lo mette dai) ma anche la capacità mentale di uscire subito dai mini tunnel che potranno ricrearsi nel corso delle settimane dopo inevitabili sconfitte. Ci sta perdere delle partite, anche come quelle di Reggio Emilia. L’attenzione che dovrà metterci Sottil con tutto il suo staff è quella di saper rigirare la frittata emotiva del gruppo in queste situazioni.