Il Porto chiude alle bici ma nessuno pensa ai fumi dei traghetti

Ad Ancona tutto pronto per la manifestazione di protesta

Il conto alla rovescia è praticamente cominciato con la manifestazione in programma per martedì 13 luglio che vedrà una mobilitazione di bici skate e monopattini per dire di no alla chiusura del Porto di Ancona a questi mezzi di trasporto.

Chiusura, secondo l’Autorità Portuale, dettata da motivi di sicurezza, una decisione storica che di fatto preclude agli anconetani e non solo la possibilità di raggiungere in modo ecologico il porto antico in sella alle due ruote. Vicenda che peraltro è stata affrontata anche in consiglio comunale dove l’assessore comunale Ida Simonella, rispondendo ad un’interrogazione da parte di Francesco Rubini, ha confermato nei giorni scorsi che, ad oggi, non c’è alcuna possibilità che l’ordinanza, nella parte che chiude il porto a bici, skate e monopattini, venga modificata.

Se da una parte l’Autorità Portuale punta il dito sulla sicurezza, allora viene da chiederci, sempre in materia di sicurezza, chi controlla le emissioni dei fumi che provengono dai tanti traghetti che in questi giorni arrivano e partono dallo scalo dorico in direzione della Grecia e della Croazia?. Solo in questa settimana ci sono state numerose segnalazioni di fumi neri e densi che dalla zona del porto si sono estesi in direzione del centro per arrivare fino al quartiere del Guasco. Fumi tossici, inutile negarlo, basti pensare a quanto accaduto nel dicembre del 2019 quando un guasto meccanico ad uno di questi traghetti  ha riversato nei tetti del centro e nelle vie una coltre di fuliggine nera.

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