Il Pd si interroga sul futuro del centro diurno Visintini

“E’ una buona struttura con i suoi percorsi sensoriali, la serra e gli spazi disponibili. Non sfruttarlo appieno ci sembra un enorme spreco di risorse”

Il centro diurno Visintini che si occupa di anziani malati di Alzheimer, è chiuso da marzo 2020, causa Covid-19. Le stanze che un tempo ospitavano i pazienti per la riabilitazione sono ora vuote con gli oggetti di uso personale lasciati momentaneamente lì come per una prossima e sicura riapertura.

In realtà non si conoscono le reali intenzioni sulla riapertura del Centro. Le famiglie, che si sono trovate dall’oggi al domani sole ad affrontare con i loro familiari il morbo, chiedono la riapertura del centro, unico sostegno concreto per chi si trova a combattere con un anziano affetto da Alzheimer in casa, con risorse umane ed economiche mai sufficienti.

Sull’intera vicenda è intervenuto il Pd di Falconara che poi specifica che “nel Documento Unico di Programmazione 2021/2023 nella Missione 12 relativa alle Politiche Sociali e Famiglia, per gli anziani malati di Alzheimer il Sindaco puntualizza di voler sostenere il Centro Visintini. Ci chiediamo come intenda farlo visto che ad oggi non se ne parla. Il morbo di Alzheimer è la forma di demenza considerata la principale causa di disabilità nell’invecchiamento con numeri sempre in crescita. Non esiste una cura e l’unica forma per rallentare la malattia è la continua riabilitazione”.

“Il Centro Visintini – prosegue il Pd di Falconara – è una buona struttura con i suoi percorsi sensoriali, la serra e gli spazi disponibili, non sfruttarlo appieno ci sembra un enorme spreco di risorse. Considerato che Falconara è al 1° posto nella provincia e all’8° nella Regione come età media più alta, siamo convinti che non si possa rinunciare a simili risorse, ma che anzi vada fatto tutto il necessario per mantenere se non rafforzare quello che già esiste nel nostro territorio. Il Gruppo consiliare del PD sottolinea che siamo arrivati alla metà del mandato e ancora non conosciamo quale sia la politica per gli anziani. Consigliamo meno fotografie sui giornali e più fatti”.

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