Il mister che ruppe gli schemi: la Fermana ritrova Mauro Antonioli

SERIE C – Raccolse l’eredità di Destro con nuove idee. Un anno al Recchioni e due mezzi campionati: ora è il tecnico dell’Imolese

Chissà dove sarebbe arrivata la sua Fermana senza Covid. Ci proviamo noi ad azzardare la risposta: quella squadra nel campionato 2019-20 avrebbe raggiunto il miglior risultato della storia recente, scardinando le porte dei playoff, inserendosi negli annali soltanto dietro agli eroi di Battipaglia. Poi, però, un giorno all’improvviso arrivò il Coronavirus a sgonfiare il pallone al Recchioni.

Beffa colossale, perchè la Fermana dei Neglia, dei Bertagnoli, dei Gianluca Esposito, dei Bacio Terracino, gioielli che si erano perfettamente amalgamati alla vecchia guardia, si disgregò. E nel campionato successivo per mister Mauro Antonioli fu costruita una squadra che per nulla si addiceva al suo calcio. Qualcosa, tra lui e la società, si ruppe definitivamente: il tecnico sul campo ci mise anche un po’ del suo – tanti rossi, tante distrazioni a inizio partita – e l’epilogo non gli rese merito. Esonero nel dicembre 2020 per far spazio a Cornacchini, colui che invece quella rosa la rivalutò.

Il destino, però, era segnato già da qualche settimana, ossia da quando tutta Fermo seppe che, dopo la sconfitta casalinga con il Carpi – 0-1 beffardo, era l’1 novembre -, la società aveva già contattato…Giancarlo Riolfo. Che brivido. Ebbene sì, l’allenatore che sarebbe poi stato preso precisamente un anno dopo. Anche Mauro sapeva tutto per filo e per segno. E meno male, si dirà col senno di poi, che Riolfo si era nel frattempo accasato alla Pistoiese quando la Fermana decise di mandare via Antonioli dopo un ko a Modena. Con Cornacchini, quantomeno, il club gialloblu ha rimandato una fine che si incominciava ad annusare pesantemente…

Le vicissitudini, però, non hanno cambiato i giudizi su mister Mauro Antonioli, che se ha avuto una colpa è stata quella di essere rimasto nell’estate del 2020, credendo a rassicurazioni che in fase di mercato evaporarono. Il tempo ha poi curato le ferite: Antonioli e la Fermana hanno continuato a volersi bene, a farsi complimenti reciproci, a ripensarsi. Ed ora si ritroveranno. Ma da avversari.

Il mister di Bellaria siede infatti sulla panchina dell’Imolese che sabato sarà ospite al Recchioni, stadio che a Mauro, a dirla tutta, non portava un granché bene: soltanto due vittorie nella sua era, ma sprazzi di gioco entusiasmanti soprattutto nella prima parte. Antonioli, nelle menti, rimane il mister che ha rotto gli schemi, che ha portato a Fermo una ventata nuova, raccogliendo con il sorriso la pesantissima eredità di Flavio Destro, un totem che sarà scolpito per l’eternità nella memoria della città.

E’ entrato in spogliatoio con umiltà, ha portato avanti i principi sempre validi del suo predecessore e poi li ha mixati con i suoi: il 3-4-1-2 con cui si sbarazzò del Padova di Mandorlini, ad esempio, è un manifesto indelebile. Lo sarà per sempre.

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