Il futuro degli ospedali, Antonini (Lega) spiega gli scenari e le prospettive della Regione

Il consigliere regionale della Lega Andrea Antonini

Il consigliere affida le sue riflessioni ad un lungo post sul suo profilo Facebook. Nell’intervento prospettive e progetti per la sanità picena e una decisa discontinuità con il passato

Sulla vicenda del futuro della sanità nel Piceno registriamo una articolata riflessione che il consigliere regionale della Lega Andrea Antonini, ha affidato al suo profilo Facebook.

Il PD quando era al governo della Regione aveva puntato su un Unico ospedale in provincia, da realizzare in mezzo alla Vallata del Tronto. Questa scelta, se realizzata, avrebbe portato alla chiusura dei due ospedali di Ascoli e San Benedetto così come li conosciamo, in pochi anni: poiché- attenzione questo è il passaggio fondamentale – l’ospedale unico di Vallata non avrebbe riguardato solo la costruzione fisica di un nuovo edificio, ma lì vi sarebbero confluite anche tutte le specializzazioni e i reparti presenti al Mazzoni e al Madonna del Soccorso. Ad Ascoli e a San Benedetto neanche il Pronto Soccorso sarebbe rimasto!

La Lega fin dal 2018 ha lottato in difesa dei due ospedali di Ascoli e San Benedetto, richiamando pari dignità per entrambi. Abbiamo parlato di potenziamento sia delle due strutture che dei servizi ad esse connesse. Abbiamo parlato di primo livello per entrambi gli ospedali con autonomia gestionale ed economica, finalmente sganciati da logiche che fino ad oggi, responsabile il Partito Democratico che governando da decenni la sanità regionale e provinciale ha prodotto i danni nella nostra provincia che sono sotto gli occhi di tutti.

Con queste premesse, ci siamo candidati alle regionali del 2020, siamo stati eletti ed il primo atto del Consiglio Regionale in assoluto (il sottoscritto ne è stato il promotore), una volta insediato, è stato quello di revocare la delibera del PD che cancellava entrambi gli ospedali di Ascoli e San Benedetto del Tronto.

Arriviamo ad oggi: sono iniziati gli incontri sul territorio promossi dalla Regione Marche per parlare di nuovo Piano Socio Sanitario, il Presidente Acquaroli e l’Assessore Saltamartini hanno presentato un documento dove si parla esclusivamente di plessi , di edifici, ospedalieri da realizzare. Non c’è traccia di investimenti sui reparti, sulle unità operative, sul personale medico. Perché questa, permettete, che è la parte che realmente interessa al paziente, al malato, ovvero la qualità della cura e dei servizi, sarà argomento che verrà trattato col territorio in pieno equilibrio tra i due ospedali di Ascoli e San Benedetto.

Ora è indubbio che San Benedetto abbia necessità più di Ascoli di interventi strutturali: ha bisogno di più volumetria , di plessi moderni ed ampi. Questa esigenza l’abbiamo sottolineata più volte ed è oggettiva. Poi possiamo discutere se costruire un nuovo ospedale con gli ingenti costi da sostenere connessi oppure intervenire sull’esistente Madonna del Soccorso utilizzando anche i fondi del PNRR che, come dichiarato dal sottosegretario alla Sanità Costa nella sua recente visita a San Benedetto, ci sono solo per le ristrutturazioni degli ospedali esistenti e non per i nuovi: magari si potrebbero così utilizzare le risorse risparmiate per intervenire sulla qualità e la quantità dei reparti e delle attrezzature, cosa che sono certo interessi più al sambenedettese dell’aspetto estetico di un edificio.

Quindi in conclusione l’ospedale di Ascoli non solo non verrà toccato (il PD lo voleva ridurre a poco meno di un ospizio) ma attraverso una politica finalmente perequativa, arriveranno più risorse al Piceno e quindi si aumenterà l’offerta sanitaria (che non riguarderà per inciso solo gli ospedali, ma tutta la sanità del territorio). Così a San Benedetto che inoltre vedrà finalmente anche un rinnovato intervento nelle strutture oramai vetuste”.

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