Il Fano dopo la retrocessione: “Pagherò calciatori prima del 30 giugno, faremo domanda di ripescaggio”

SERIE D – Il presidente Guida torna a parlare in conferenza rompendo il silenzio stampa, domenica l’ultima partita di campionato

Fano in Eccellenza aritmeticamente dopo la sconfitta di Avezzano, con l’ultima partita di regular season – al Mancini con il Monterotondo – che incombe. E il presidente Salvatore Guida ha rotto il silenzio stampa che durava da un po’ tornando a parlare nella pancia dello stadio. “E’ un momento difficile per tutti a causa della retrocessione sul campo. Speravamo di non arrivare a questo punto – ha detto – durante il nostro silenzio stampa ho ascoltato e letto di tutto. Non ci sarà alcun passo indietro di questa società, le pendenze verranno sanate. Questa è una azienda e gli stipendi vanno pagati, per me stesso, per i tifosi e per i ragazzi. Bisogna farlo entro il 30 giugno dice la federazione, io lo farò prima. Laddove ci fosse spiraglio aperto faremo domanda di ripescaggio per la Serie D. In queste settimane ho visto manipolo di contestatori che rispetto, chi fa tanti chilometri va rispettato. Non condivido, però. Ho fatto tanto prendendo squadra in momento difficile, ho scelto di fare questo passo. Il risultato può essere fonte di critica e applausi, ma non si può entrare nei discorsi di una società con capitali. Sono arrivato a febbraio, la nave è arrivata in porto sana e salva. Qualche cosa mi si deve”.

Guida ha continuato. “Chi ci ha dato una mano? L’amministrazione comunale? No. Il comune non ha mantenuto promesse e non è in contatto con me. I politici si sono lavati le mani, interventi strutturali allo stadio non sono mai stati fatti. Dopo il disinteresse di Russo c’è stata una sfilata di persone che hanno utilizzato solo parole di supporto, senza però reale sostegno. Nessun ci doveva regalare soldi, avevo chiesto solo di non essere lasciato solo. Posso ringraziare solo l’assessore Lucarelli che sta portando avanti un progetto riguardo le maglie del prossimo anno sperando di rifare la D. L’unica colpa che ho è non aver pagato in modo puntuale i tesserati. Faccio una domanda: siamo sicuri che se questo fosse stato fatto ci saremmo salvati?” Mi hanno chiamato testa di legno, traghettatore Caronte, mafioso. Non querelo perchè voglio unire, se i mafiosi fossero tutti come me la polizia sarebbe tutta disoccupata. Il 70% della città mi appoggia e mi sostiene. Per una minoranza non posso permettere che venga minata la serenità di un club intero”.

“Perche siamo retrocessi? La squadra ha dato il massimo in una pressione ambientale importante, i calciatori sono stati contestati e chiamati indegni, c’è stato un cambio di proprietà e le voci hanno destabilizzato i più giovani. Non ho nulla da imputare ai calciatori. La società ha le sue colpe, ci mancherebbe. Ricordo che il girone F è uno dei più difficili della D, con squadre attrezzate. Potessi tornare indietro cambierei qualcosa? Sicuramente sì. Mi prendo le responsabilità di un fatto maturato dall’1 luglio al 5 maggio. Mi prenderò l’onere della ripartenza a prescindere dalla categoria. Nei prossimi dieci giorni sarà inserito un direttore sportivo perchè vogliamo ripartire subito in modo organizzato. Non voglio fare un campionato di bassa classifica in cui non ci si diverte. Manuelli? Si è dimesso lunedì, e dopo la gara di domenica azzererò le cariche. Tutti andranno via, rimarranno i segretari, il magazziniere storico e pochi altri. Petritola? Tutti siamo in discussione”.

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