Il Comitato Pro Ospedali Pubblici Marche protesta contro il nuovo piano sanitario

La manifestazione si è svolta martedì 4 febbraio

Riceviamo e pubblichiamo da parte del Comitato Regionale Pro Ospedali Pubblici Marche

“Abbiamo riportato il tema della salute pubblica e dei problemi della sanità regionale all’attenzione della politica, dopo che per mesi molti hanno minimizzato e marginalizzato la questione! Questa volta non ci hanno potuto ignorare!”

Partecipata e con enorme risonanza anche sulla stampa nazionale la manifestazione di martedì 4 febbraio in Ancona, organizzata dal Comitato Pro Ospedali Pubblici Marche, che ha portato centinaia di persone sotto il Consiglio Regionale a protestare contro il piano sanitario “lacrime e sangue” che era in discussione in aula. La richiesta di rinvio dell’approvazione del piano sanitario, gridata a gran voce e con striscioni e cartelli dalla folla manifestante, è passata per ben due volte nell’arco della delicata e concitata giornata di martedì sui tavoli della regione, con una delegazione dei comitati ricevuta a Palazzo Leopardi dalle minoranze Lega, FdI e FI.

Il Movimento 5 Stelle, che non ha partecipato al tavolo interlocutorio delle opposizioni con i comitati, si è astenuto alla prima richiesta di ricalendarizzazione e ridiscussione del provvedimento che era stata vagliata nella mattinata in sede di riunione dei capigruppo, così come anche alla seconda mozione di rinvio poi ripresentata nel pomeriggio sempre dalle altre minoranze nell’aula del Consiglio, ad eccezione di un solo consigliere pentastellato, del pesarese, che ha votato a favore. Astensione dunque dei 5 stelle, salvo poi esprimersi con voto contrario insieme a tutte le altre minoranze sulla votazione giunta a fine serata, in merito all’approvazione del piano, che è stato comunque licenziato dalla maggioranza PD, PSI, VERDI, UDC dell’assise regionale.

Ma il Comitato Pro Ospedali Pubblici Marche annuncia che non intende affatto arretrate su questa battaglia di diritti e civiltà ed assicura: “Il Comitato va avanti! Non finisce qui!”

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