Il Comitato Don Bosco a Pazzanesi: “Basta slogan, servono certezze”

Dal Comitato don Bosco di Tolentino riceviamo e pubblichiamo:

L’obiettivo che ci siamo dati noi del Comitato Don Bosco è quello di informare i cittadini di Tolentino sulla base di dati certi, ove questi ci siano, e non sulla base di slogan come fa il sindaco Pezzanesi e la Giunta che lo sostiene.

Sono mesi che il Sindaco a mezzo stampa rilancia proclami sulle scuole di Tolentino ed in particolare sulla Don Bosco, senza alcun progetto realizzato.

Il sindaco ha dichiarato spesso in pubblico e sulla stampa che adeguare sismicamente il Villaggio Scolastico Don Bosco non è possibile e comunque, se lo fosse, sarebbe uno spreco di soldi pubblici. Tutto ciò non è supportato da nessuna documentazione tecnica. Si nota solo una certa decisione nel voler utilizzare soldi pubblici (finanziamenti stanziati dallo stato, circa 9 milioni di euro per il Don Bosco) per acquistare un terreno privato vicino al futuro Campus e costruire una scuola nuova proprio in quel luogo. Il Comitato propone invece di verificare tecnicamente la fattibilità dell’adeguamento sismico della struttura attuale e, nel caso dell’impossibilità tecnica, di costruire una nuova scuola ma sempre a servizio degli abitanti del centro storico di Tolentino. Tutto questo con la garanzia di mantenere lo stesso numero di classi (circa 600 alunni), che possano garantire cioè lo stesso servizio precedente al sisma, se è vero che c’è l’intenzione da parte del sindaco di recuperare e ristrutturare il centro storico. Si sottolinea infatti che prima del sisma vi erano due scuole dell’infanzia(Maestre Pie Venerini e Bezzi), due scuole elementari (Don Bosco e Bezzi) e una scuola media (Don Bosco) a servizio del centro storico.

Nell’ultimo periodo si registra un parziale passo indietro del Sindaco, il quale sostiene di voler costruire una nuova scuola al centro storico di Tolentino, nell’area ove ora è presente la scuola dell’infanzia delle Maestre Pie Venerini, ma che sarà costruita anche la nuova scuola Don Bosco sempre nella zona vicino al futuro Campus delle scuole superiori. In particolare, nell’intervista rilasciata all’appennino camerte del 27 giugno, dichiara: “Noi stiamo lavorando sull’area delle ex Maestre Pie Venerini con l’obiettivo che una parte importante delle nostre scuole dalla materna fino alle elementari e una parte delle medie, possano restare in centro, mentre l’altra parte sarà costruita al fianco del nuovo Campus”.

Ad oggi non c’è nessun progetto di nessuna delle due nuove scuole di cui si fa menzione nell’articolo, vogliamo però fare delle considerazioni: “Con quali soldi verrà costruita la nuova scuola al centro storico? Quelli destinati all’adeguamento sismico del Bezzi (circa 3 milioni di euro)? Con quali soldi sarà adeguato sismicamente allora il Bezzi, lo stesso edificio che il sindaco, sempre a mezzo stampa, vuol mettere a disposizione della basilica di San Nicola, per ospitare i pellegrini e i giovani di Tolentino che settimanalmente pernottano presso di loro?

Quante classi della scuola materna ed elementari saranno previste nella nuova scuola del Centro Storico e quante in quella vicino al Campus? Le classi della materna e delle elementari del Bezzi si sposteranno nel nuovo edificio al centro storico? Le classi delle elementari e medie del Don Bosco si sposteranno nel nuovo edificio che si vuol costruire vicino al Campus delle superiori? Cosa si intende quando si dice ‘una parte delle medie possano restare in centro’? Quante classi delle medie della Don Bosco rimarranno in centro? Come faranno i docenti della Don Bosco che avranno delle classi nella scuola al centro ed altre nella scuola vicino al Centro Commerciale, visto che cambiano classe ogni ora, a svolgere le lezioni? Gli alunni che hanno svolto le scuole elementari al Grandi, che presumibilmente abitano, nei pressi di quella scuola, devono arrivare dall’altra parte della città, vicino al centro commerciale, per frequentare le scuole medie?

In una intervista del 3 luglio rilasciata dal sindaco al Corriere Adriatico, il primo cittadino stesso annuncia i lavori di adeguamento sismico della scuola Lucatelli, che “presto” avranno inizio. Riguardo i locali ove trasferire le classi durante lo svolgimento dei lavori, dichiara: “Ci muoveremo con altri locali che già abbiamo. La Scuola Don Bosco, i cui lavori, cominceranno dopo, può diventare uno dei contenitori ideali per far fronte al trasferimento della Lucatelli”.

Ci si chiede come un amministratore possa sostenere che una struttura scolastica come quella del Don Bosco non può mai diventare sicura, neanche con i lavori di adeguamento sismico, ed allo stesso tempo dichiarare che tale struttura è l’ideale “contenitore” per trasferire gli alunni della Lucatelli, mentre qui si svolgeranno i lavori di adeguamento sismico?

Come è possibile che i circa 700 alunni che attualmente frequentano la Lucatelli, possano essere ospitati in un edificio scolastico il cui piano terra è occupato dagli alunni della scuola media del Don Bosco e il cui piano primo deve ancora essere oggetto di lavori di messa in sicurezza e che attualmente non è agibile?

Ci si augura che queste importanti decisioni siano frutto di ampio scambio di opinioni e frutto di proficua collaborazione con le famiglie di Tolentino e soprattutto con la dirigenza scolastica e il corpo docente delle scuole chiamate in causa e non di slogan buoni per articoli di stampa o peggio ancora per propaganda elettorale.

Potrebbe interessarti anche

                       

Articoli correlati

                       

Dalla home
VUOI RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO?

Iscriviti al nostro
canale telegram

Tag
Autore

I Più LETTI
DELLA SETTIMANA

I Più condivisi
DELLA SETTIMANA

 

Ultime NEWS