Il calcio dilettantistico brancola nel buio: quale futuro ci aspetta?

Paolo Cellini, presidente Figc Marche

Gli interrogativi sono molteplici, la gestione della Figc Marche non convince

Stefano Marconi

La Lega Nazionale Dilettanti con le sole iscrizioni ha incassato qualcosa come 12 milioni di euro, ora però qualcuno ci dovrà dire cosa dobbiamo fare e quale futuro ci sarà per il calcio dilettantistico e soprattutto come interpretare l’ultimo decreto firmato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte”. Cosi ha parlato a Radio Tua il presidente dell’Anconitana Stefano Marconi e allo stato dell’arte non possiamo che dare ragione al numero uno della società biancorossa. La Lega ha le sue responsabilità ma chi dovrebbe farsi un esame di coscienza, per come sono state gestite le cose, è senza dubbio il Comitato Regionale che ancora una volta ha dimostrato tutta la sua lentezza nel prendere le decisioni nonostante dalle società fossero arrivate già da diverso tempo alcune lamentele circa la gestione della stagione.

Che la pandemia fosse tornata con l’arrivo dell’autunno, è un qualcosa che si sapeva da tempo e a dirlo non siamo stati noi ma i virologi che hanno seguito l’andamento del Covid 19. Nonostante ciò, tutto è stato lasciato in balia delle onde a cominciare dal campionato di Eccellenza che nelle Marche dopo anni è tornato a 18 squadre: in poche parole 34 partite di campionato per arrivare a fine maggio con la squadra da spedire agli spareggi nazionali per la serie D. Nel bel mezzo le gare di Coppa Italia regionale e nazionale, competizione che quest’anno poteva essere sospesa ma questa era una cosa che doveva decidere Roma non certo i singoli comitati. I campionati regionali per il momento sono sospesi fino al prossimo 24 novembre e allora in tanti si chiedono per quale motivo l’Eccellenza invece, che è a girone unico, non è stata spalmata in due raggruppamenti?. Le formule per stabilire chi andava in serie D e chi invece agli spareggi nazionali di certo non sarebbero state un problema. E invece nonostante le avvisaglie nulla è stato fatto, anzi si è scelto di far partire il campionato a fine settembre per giunta a 18 squadre. Stesso discorso per il campionato di Promozione dove è stata giocata una sola partita prima dello stop, ma almeno si è avuto il buon senso di spalmare le squadre in tre raggruppamenti invece che due. Prima e Seconda categoria non sono nemmeno scese in campo con i rispettivi campionati bloccati a poche ore dal fischio d’inizio. Per arrivare a questo traguardo è stato necessario organizzare una serie di incontri con le società.

Dopo il DPCM in tanti si interrogano sul significato della parola allenamenti individuali e soprattutto se questi si possano tenere o meno negli ambienti sportivi come può essere uno stadio. Nel caos più totale c’è anche da capire come e quando riprenderanno gli allenamenti e come il Comitato Regionale intenderà gestire l’intera situazione soprattutto nel campionato di Eccellenza dove, conti alla mano, tra coppa e campionato i fine settimana potrebbero non bastare, turni infrasettimanali compresi.

error: Contenuto protetto !!