Il bagno dopo la Coppa e la scoperta Giampaolo: il “Profeta” Delio Rossi si prende l’Ascoli

Delio Rossi, nuovo allenatore dell'Ascoli

SERIE B – Viaggio nella storia calcistica del nuovo allenatore bianconero

Se dovessimo descriverlo con un aggettivo, sicuramente gli calzerebbe più “passionale” che “stratega”. A sessant’anni Delio Rossi è pronto a ricominciare ancora una volta, questo giro sulla panchina dell’Ascoli Calcio. Un film lungo una vita, quello del romagnolo nato a Rimini e cresciuto nei campi di pallone. “Cos’altro potrei fare se non l’allenatore?”, un dogma di vita che si lascia trascinare dall’amore per il calcio.

Degno centrocampista negli anni ottanta, dove conta anche una quarantina di presenze con la maglia della Vis Pesaro, arriva a giocare in Serie B con uno dei due amori calcistici della sua vita: il Foggia. L’altro sentimento invece è granata, sponda Salernitana. A trent’anni il pizzicotto di Giuseppe Pavone lo induce alla carriera da allenatore. Patentino ed inizio nei dilettanti, poi la Primavera del Foggia gli apre le porte al calcio nazionale. Vola in C1 proprio alla Salernitana, dove vince e riporta la squadra in Serie B al primo anno da professionista. Stava per fare anche il doppio salto, ma una sconfitta all’ultima giornata contro l’Atalanta gli nega l’impresa. Prima di centrarla, questa impresa, deve tornare a Foggia, passando anche da Pescara. Ora forse è pronto. Torna a Salerno ed è artefice di una cavalcata trionfale fino alla Serie A. Record di punti fino a quell’epoca in serie cadetta, vittorie su vittorie, calcio su calcio. Da qui, chiamatelo “profeta”. Viene tentato anche un doppio esonero da parte del presidente Aliberti, ma la città respinge certe idee e praticamente lo rimette in panchina. Ad oggi Delio Rossi è anche cittadino onorario di Salerno. Not bad. La sua carriera sicuramente è da ricordare:  a Firenze arrivò l’esonero immediato, più bassi che alti con la Samp, una promozione volante a Bologna (in appena 7 partite, la terza in carriera dalla Serie B) e l’esperienza esotica al Levski Sofia, oltre alle panchine importanti con Lazio, Palermo ed Atalanta.

Come detto, Delio Rossi è più istintivo che calcolatore. Sempre fedele alla difesa a quattro, il tecnico di Rimini ha dalla sua la menzione di aver lanciato Bojinov in campo ed anche Marco Giampaolo in panchina, suo vice ai tempi del Pescara, allenatore passato anche da Ascoli in una stagione di Serie A che nessuno dimenticherà. L’apice lo tocca sicuramente con la Lazio: Champions League giocata e primo trofeo dell’era Lotito. Una Coppa Italia vinta a suon di lacrime che significano vera passione per il proprio lavoro, un bagno al fontanone del Gianicolo in pieno inverno che doveva rimanere “privato” ma che ha fatto il giro del mondo. Un po’ come la scazzottata con Ljajic, preso letteralmente a pugni spiegando che tutto si può toccare “ma non mancate di rispetto alla mia famiglia”. Ha chiesto scusa un attimo dopo Delio Rossi, ma la “tigna” che forse vuole un ambiente come Ascoli è proprio questa. Ora lo aspetta un’altra grande avventura, questa volta a tinte bianconere, per cercare di guidare proprio l’Ascoli Calcio quanto più lontano possibile.

 

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