I Titano Bond non salveranno San Marino: il default sarà scongiurato da Usa, Russia e Cina che penetreranno nel mercato europeo

Il segretario degli affari esteri con i vertici sammarinesi

Intervista al maceratese Alessandro Gentili, già comandante della Gendarmeria della RSM

di Maurizio Verdenelli

Nato a Sant’Elpidio a Mare 66 anni fa, maceratese d’adozione, tre lauree, docente, scrittore e giornalista, procuratore generale aggiunto presso la Procura della Figc, vicepresidente nazionale dell’associazione combattenti delle forze armate nella Liberazione, già a capo del comando antisofisticazioni monetarie dei Carabinieri, il generale Alessandro Gentili è stato comandante della Gendarmeria di San Marino. Naturale chiedere a Lui, alla sua grande esperienza, un’analisi sull’attuale gravissima situazione della più antica Repubblica del mondo.

1) LA RSM ha lanciato un SOS a Governo italiano e Bankitalia per superare almeno l’impatto di una crisi senza precedenti? Un appello anche questo senza precedenti. N’è rimasto sorpreso? La crisi finanziaria che attanaglia più che in passato l’antica Repubblica del Titano – e che in questo epocale momento di crisi mondiale post-Covid 19 ha raggiunto livelli di massimo allarme – prende l’avvio da lontano, allorquando il Ministro dell’Economia e delle Finanze del Governo Berlusconi, Giulio Tremonti, nel 2007 fa mettere nella “black-list” della Banca d’Italia il floridissimo sistema bancario sammarinese: un Banca centrale, 13 banche sammarinesi, una quarantina di finanziarie e numerosi sportelli di banche italiane! Giova premettere che la Repubblica di San Marino è uno Stato indipendente e sovrano che non fa parte dell’Unione Europea ma entra nell’ “area euro” solo in virtù del trattato di Unione monetaria stipulata tra il Regno d’Italia e San Marino, in virtù del quale San Marino – come lo Stato Città del Vaticano – usava la lira Italiana prima e l’Euro ora. Ciò avviene per esempio anche per il Montenegro che con l’indipendenza dalla ex Jugoslavia e pur non facendo parte dell’UE fece una accordo monetario con la Germania potendo usare prima il Marco e adesso l’Euro. In virtù di questi accordi, ovviamente, la Banca d’Italia esercita un controllo sulle finanze sammarinesi, come la Deutsche Bundesbank lo esercita su quella montenegrina. Il grido di aiuto di San Marino, che da mesi è in tragiche e, sembrerebbe, insuperabili difficoltà di liquidità, rivolto all’Italia non mi meraviglia affatto.

Il segretario di Stato per gli affari esteri

2) Si, ma come si è arrivati a questa situazione? Si è parlato della tangentopoli del Titano. Fino a non molti anni fa San Marino, a soli 10 km da Rimini, attirava una infinità di persone che affollavano i suoi numerosi centri commerciali, il sabato e la domenica c’erano colonne di auto in fila per entrare nello Stato dal varco di Dogana. I negozi del lusso erano sempre pieni di turisti russi che facevano acquisti faraonici. Sono arrivato a San Marino nel 2013 ed il sistema bancario e finanziario presentava già evidenti i sintomi dell’imminente catastrofe, aggravata in modo scellerato e irreversibile da scelte imprevidenti della politica, ammalata di troppa democrazia: malattia di cui gli Stati possono morire! Dopo la débacle della “black-list” del 2007 -che portò alla immediata scomparsa degli sportelli italiani, la chiusura di molte finanziarie, la cannibalizzazione delle banche sammarinesi ridotte prima a sette e oggi a tre o quattro, di incerte condizioni di sopravvivenza – la Repubblica cercò in tutti i modi di rivalutare la sua rispettabilità internazionale ed uscire dalla “black-list”, riuscendoci nel 2014; la visita ufficiale del Presidente Giorgio Napolitano ne sigillò il rinnovato patto di fiducia ed amicizia. Ma tra le condizioni poste dagli organismi internazionali – per uscire dalla “black-list” – che monitoravano la trasparenza del piccolo Stato ve ne fu una letale: garantire l’indipendenza alla magistratura sammarinese! Una richiesta che poteva essere meglio ponderata ed attuata con minime concessione ai circa 20 “commissari della legge”, quasi tutti avvocati italiani assunti nei ruoli della magistratura sammarinese del Tribunale Unico, denominazione che ricomprende le giurisdizioni di primo, secondo e terzo grado, civile, penale, amministrativo e di volontaria giurisdizione. Purtroppo le eccessive garanzie di indipendenza ai loro giudici vennero pretese a furor di popolo dai partiti di opposizione, animati dal solo scopo di far fuori le forze di maggioranza per poi prenderne il posto. E così fu. Forti della conquistata indipendenza, l’italiana, da oltre 20 anni in Repubblica, Dirigente del Tribunale, coadiuvata da un oscuro avvocato ferrarese “commissario della legge”, designato al di fuori di ogni previsione legislativa “capo degli inquirenti”, iniziarono una azione di distruzione dell’assetto politico del paese, nel quale tentarono inutilmente di coinvolgere il sottoscritto e la Gendarmeria, di cui però non si fidavano. Infatti la Gendarmeria è l’unica, dei tre corpi di polizia dello Stato, deputata a svolgere funzioni di polizia giudiziaria nel territorio della Repubblica. Ovviamente, l’intraprendente magistrato inquirente si avvalse di altri improbabili ed approssimativi collaboratori, orchestrati come marionette. In breve tempo, i giudici sammarinesi avviarono una azione giudiziaria sconvolgente, denominata “Tangentopoli del Titano”, che vide inquisite tutte le personalità del Paese che avevano fatta grande, ricca e importante l’antica Repubblica; uno straordinario “paradiso fiscale” che, con una popolazione di appena 32.000 abitanti, ospitava migliaia di società, molte con sede nel palazzone del World Trade Center di Dogana, sammarinesi e straniere, con un registro aeronautico e navale che annoverava anche importanti e primarie compagnie di navigazione aerea. Insomma, ci fu un susseguirsi di colpi di scena, con arresti eccellenti, custodie cautelari protrattesi per più di un anno, informazioni di garanzia a pioggia che colpivano ex ministri, segretari di partiti, diplomatici, perlamentari e uomini d’affari. Quasi nessuna delle più importanti famiglie della Repubblica rimase immune dalla strage giudiziaria che distrusse la reputazione dello Stato, già molto svilita e appannata dopo la “black-list”. Insomma, i giudici sammarinesi, ma solo alcuni in verità, cercarono di imitare malamente ed in modo dilettantesco i colleghi italiani di Tangentopoli, riuscendo però a fare pure più danni: in Italia si sono limitati ad azzerare la politica, a San Marino invece hanno azzerato tutto, ovvero come si suol dire “si sono segati il ramo sotto le zampe”. E sono così mal messi che addirittura poco tempo fa hanno pensato “di tagliare lo stipendio” dello sventurato giurista italiano che da un paio di anni ha avuto la malaugurata idea di accettare l’incarico di nuovo Dirigente del Tribunale , dopo aver subito ingiurie e oltraggi di ogni genere. Ma benedetto uomo, segui la strada di un certo Comandante della Gendarmeria; è impossibile aiutare chi non vuol essere aiutato! Tornando al dopo “Tangentopoli del Titano”, si deve però evidenziare che almeno San Marino, poi, in qualche modo, si è ravveduto e vendicato, cacciando la vecchia Dirigente del Tribunale, retrocessa a semplice “commissario della legge”, e stigmatizzando e perseguendo in patria e in Italia l’operato scellerato del capo degli inquirenti, famoso per i suoi teoremi da quattro soldi – aiutato nel costruirli da uno spregevole individuo, parlamentare indipendente (nel senso che non andava d’accordo con nessuno, neppure con sé stesso) – che rilanciava tramite un giornaletto locale ed un modesto scribacchino perseguito poi penalmente in San Marino e in Italia.

(continua/1)

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