I sei dissidenti espulsi dal Pd preparano il ricorso

Alessandro Marini

Sotto accusa i leader locali Dem e la Commissione di garanzia che si è pronunciata senza confronto

Dopo l’espulsione dei sei dissidenti del Pd che si erano candidati alle comunali con Paolo Canducci, scendono in campo alcuni iscritti del Circolo Nord del Pd che difendono l’operato degli espulsi e attaccano i vertici locali.

“Ci lascia allibiti l’ennesimo atto di prepotenza – scrivono in un comunicato stampa – perpetrato dalla segreteria comunale del Partito sambenedettese, che proprio nel giorno del congresso del nostro circolo è riuscita nel basso tentativo di far espellere il nostro Segretario di circolo.

Siamo pienamente consapevoli che dopo la batosta elettorale che ha sostanzialmente azzerato il Partito Democratico sambenedettese qualcuno avesse bisogno di una effimera soddisfazione, ma dinanzi a una simile arroganza non possiamo che esprimere solidarietà ad Alessandro Marini e a tutti gli altri iscritti coinvolti.
Ai sei iscritti sotto accusa è stato negato un diritto sancito in Costituzione, ovvero quello a difendersi: dopo continui rinvii e scaricabarile si è pronunciata la Commissione di garanzia nazionale solo sulla base delle fantasiose e autocelebrative ricostruzioni del segretario Benigni e tutto ciò è inaccettabile.
È come se si fosse pronunciata la Cassazione senza prima esser passati per primo grado e appello: ai terroristi è concesso il diritto a difendersi, a sei iscritti contrari alla linea di Benigni, invece, no.

Proprio poche ore fa abbiamo convintamente partecipato al congresso provinciale, mossi da fiducia e spirito costruttivo: eravamo convinti che si potesse ripartire dopo la debacle elettorale generata da Benigni, Giobbi e Palestini e sinceramente una simile prepotenza ci preoccupa e ci lascia esterrefatti”.

Continua il comunicato stampa: “Ci chiediamo se sia dissidente davvero chi fino all’ultimo giorno ha chiesto di unire le forze su un nome condiviso o chi, invece, scientemente e mosso da vecchi ed ingiustificati rancori, ha preferito dar vita ad una armata Brancaleone posizionatasi quarta su cinque. Perché a questo punto la Commissione di garanzia dovrebbe cacciare l’intero circolo, visto che il Segretario ha fatto sua una nostra diretta richiesta.

Sicuramente il nostro Segretario e gli altri iscritti adiranno in tutte le sedi possibili per tutelare la loro posizione, ma anche noi – concludono gli iscritto al Circolo Nord – siamo pronti a ricorrere contro chi sta distruggendo la nostra comunità con ingiustificate scelte e fantasiose dichiarazioni. Ne va della nostra storia, del nostro nome e dei nostri valori”.

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