I segreti dell’Eccellenza Marche, un campionato livellato…verso il basso

Un terzo di stagione se n’è già andato, media punti bassissima e non c’è la lepre. Di questo passo l’Eccellenza si vince con 50 punti, minimo storico. Le analisi

E’ così emozionante l’Eccellenza Marche? Ah voglia… Duecentomila squadre in pochissimi punti, si passa dai 17 delle capoliste ai 13 di chi è al quartultimo posto, per questo nei playout. Emozionante sì, ma non diteci che il livello è eccelso. Equilibrio…verso il basso. Parlano le medie riscontrate: chi è primo ha registrato 1.7 punti a domenica, di questo passo si va in Serie D con 51 punti. Se non è minimo planetario poco ci manca.

In testa si sono succedute sei squadre in dieci giornate, mentre un terzo di stagione se n’è già andato. Fabriano Cerreto, poi K-Sport col Matelica, Osimana, Fermignanese, ancora K-Sport stavolta con l’Urbania. Letture molteplici e tanti spunti per sottolineare la nostra tesi. Partiamo proprio da Montecchio. K-Sport ancora primo nonostante nelle ultime cinque gare ne abbia perse ben tre, vincendo solo con la Jesina in rimonta (all’epoca ultima) e pareggiando domenica scorsa nei pressi del 90′ con un eurogol. Allo Spadoni qualcosa non fila, c’è qualche problema nel reparto under – il secondo giovane da mettere in campo… – ed anche dall’avvento di mister Stefano Protti – uno che ha fatto la Lega Pro – ci si aspettava qualcosina di meglio. Dai rumors, se con il Montegranaro il K-Sport fosse scivolato ancora, la panchina avrebbe potuto ribaltarsi. Ci è mancato veramente poco. Nel frattempo la società ha messo dentro un paio di innesti. Procacci è un terzino sinistro/ quinto di fascia, tanto di cappello per uno stantuffo che in D aveva fatto bene a Fossombrone. Era però quella la priorità? E il ritorno di Bardeggia? Ricordando Urbino-KSport dell’anno scorso, è come se nel Duemila dopo il diluvio di Perugia la Juventus avesse acquistato Materazzi, è come se dopo il 5 maggio del 2002 l’Inter avesse preso Karel Poborsky. Siamo sicuri che funzionerà?

Ma andiamo avanti. Passiamo al Trodica, un mercato faraonico e perenne, eppure… L’altra grande favorita non carbura. Tanti big, tanti ex professionisti, ma il calcio si vive nel presente e al momento alla matricola ambiziosissima mancano punti e attributi, sentendo parlare il loro allenatore. Preoccupano anche alcuni infortuni muscolari, vedi Bellusci e Misuraca – rientrato nella sconfitta ad Urbania -, e non si può nemmeno sempre pensare di ricorrere al calciomercato ogni volta che non si vince. La compattezza di gruppo non si costruisce aggiungendo continuamente pezzi e stravolgendo le formazioni ogni domenica. Anche i rumors su Bardeggia – accordo fatto poi sfumato – non avranno sicuramente giovato al morale di chi in questo momento occupa le caselle dell’attacco biancoceleste, privatosi anche delle alternative Bonvin e “Chorno” senza avere in mano i sostituiti.

E arriviamo alla Fermignanese. guastafeste caduta a Tolentino nell’ultimo turno. Altra matricola ma partita a fari spenti, con tanti ex Urbania – abituati storicamente a questo campionato – ma sicuramente non accreditata almeno inizialmente per un campionato di vertice. A Fermignano si godono il momento perché in questo campionato così strano davvero tutto può accedere. E’ un campionato senza padroni, d’altronde, in cui anche la Fermana è clamorosamente rientrata. E se per la Serie D lotta pure una squadra partita con almeno venti giorni di ritardo rispetto alle altre, dovendo reperire giocatori che nelle Marche non avevano mai messo piede, per noi significa che questa Eccellenza è abbordabile. E pensare che i canarini avrebbero potuto prendersi lo scettro già domenica a San Giusto: partita in controllo ma non chiusa, pari dell’ex Grassi al 93′ e -2 in classifica. Dai 17 punti “mentalizzati” ecco scendere a 15. Non è assolutamente un dramma. La Sangiustese stessa può essere presa come altro esempio. Una squadra partita malissimo, con tre sconfitte nelle prime tre partite, con un allenatore cambiato – via Giandomenico, dentro Sansovini -, è riuscita nelle successive sette domeniche a riabilitarsi in un amen: anche i rossoblù dal pericolo Promozione sono risaliti a -2 dalla vetta.

E il Tolentino? Ha fatto fatica a sbloccarsi in casa, eppure è a -3 dal K-Sport e dall’Urbania, altra compagine che zitta zitta voleva lasciare la vetrina alle rivali eppure è lassù. Perché nascondere le ambizioni in questo campionato tecnicamente non eccelso? Buon divertimento.

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