I nuovi Mosti

Mosti esulta dopo il gol (Foto Ascoli Calcio)

SERIE B – L’Ascoli evita il terzo ko consecutivo e deve alzare il proprio livello tecnico per centrare la salvezza

Si può dire che in Serie B questa sia stata una giornata “X”. Sette pareggi in dieci partite giocate possono far pensare che gli equilibri di classifica non siano stati stravolti, ma sicuramente non è così. Nel turbinio di pareggi le vittorie ovviamente pesano di più. Ed ecco perché la violenta vittoria della Cremonese sul Frosinone (4-0) e gli exploit salvezza di Cosenza (il Chievo di Aglietti alla sua terza sconfitta consecutiva) e Reggina pesano come macigni. E nel mezzo, c’è l’Ascoli.

Il pareggio di Pordenone sarebbe sempre ben accetto in altre situazioni, con la classifica diversa e momenti diversi di forma. Il Picchio rimanda ancora l’appuntamento con la vittoria, un lusso che, in certe partite tipo quella contro i Ramarri che erano in difficoltà a centrocampo al livello di assenze, non ci si può più permettere. Dopo la sciagura di Reggio Emilia, se c’era una partita che i bianconeri potevano andare a vincere in trasferta nell’immediato era proprio quella di Lignano Sabbiadoro. Eppure l’Ascoli non accresce la sua prestazione.

Verissimo, l’espulsione di Chrzanowski era netta, non si può certo dire il contrario. Però non basta, la situazione è talmente delicata in zona salvezza che la forza di reagire, con gioco preferibilmente alla grinta, ci deve essere a prescindere dagli episodi che in campo veleggiano contro. Lo sconforto arriva, è fisiologico, ma poi il guizzo di Dionisi e la “sciallataggine” inventiva di un mancino come Mosti possono rimettere in carreggiata la gara e la squadra. Questo è il salto di qualità che l’Ascoli di Sottil deve fare per salvarsi: nelle sciagure reagire e prendersi le vittorie con il proprio calcio. La grinta c’è, la passione e l’unità di gruppo sono tornate grazie allo stesso Sottil con l’aiuto del ds Polito. Tutto alla grande, ma ora serve lo scatto tecnico per andare a prendersi la salvezza. Altrimenti, come con Scooby-Doo, si potrebbero smascherare i mostri della retrocessione. E quelli fanno paura.

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