I laghetti della Riserva Sentina trasformati in pantani

Come si presenta oggi un laghetto della Riserva Sentina

“Facciamone una spiaggia per nudisti e risparmiamo soldi”

“Ormai i laghetti sono diventati pantani: e qui dovrebbero esserci le tartarughe. Ma le canne hanno distrutto l’habitat e nessuno fa nulla”. Riceviamo la protesta di un lettore di You Tvrs sullo stato della zona umida della Riserva Regionale Sentina.

“Allora abbandoniamo il riempirsi la bocca dicendo che abbiamo l’oasi – la provocazione del lettore – e facciamone una spiaggia per nudisti,  risparmiando una marea di soldi”.

Parliamo di ambienti di rilevante importanza per l’oasi verde. Dal sito della Riserva Sentina: “La zona umida retrodunale è estremamente eterogenea, essendo caratterizzata da piccoli specchi d’acqua dolce o salmastra (i laghetti, ndr), perennemente presente o stagionale.

Questa eterogeneità permette la vita di numerose specie di uccelli che qui si rifocillano durante i loro lunghi viaggi migratori; tra questi ricordiamo il Cavaliere d’Italia, simbolo della Riserva e prezioso frequentatore della Sentina. Ma è possibile annoverare moltissime altre specie tra cui gli aironi (Airone guardabuoi), il Martin Pescatore e diverse specie di anatidi e passeriformi (come l’Usignolo di fiume). Gli stagni e i corsi d’acqua sono anche abitati da anfibi (come il Rospo smeraldino) e rettili”.

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