I cuccioli malati dell’allevamento di Trecastelli, undici Comuni dicono no al trasferimento a Ripatransone

Gian Luigi Pepa

Preparata una lettera con i motivi del diniego indirizzata all’Agenzia sanitaria della Regione Marche. L’assessore Pepa: “I soci hanno espresso parere negativo”. Le ragioni tecniche del rifiuto

No al trasferimento di 180 cuccioli malati di ‘brucella canis’ nel canile intercomunale di Quercia Ferrata di Ripatransone. Un no decretato dagli 11 Comuni soci della struttura comprensoriale. I motivi del diniego sono elencati in una lettera indirizzata all’Agenzia sanitaria della Regione Marche. La missiva è in partenza dal palazzo municipale di San Benedetto del Tronto, in quanto ente capofila.

Siamo stati parte diligente, abbiamo affrontato l’urgenza, convocato i responsabili dei Comuni consociati – afferma l’assessore al Decoro urbano Gian Luigi Pepa – nella gestione del canile di Ripatransone. Abbiamo quindi chiesto la predisposizione di una relazione peritale ad un tecnico sullo stato dell’arte del canile. I rappresentanti dei Comuni soci hanno espresso parere negativo che stiamo per inviare all’Agenzia veterinaria regionale. Il no ai cuccioli malati a Ripatransone era palese nelle riunione che avevo indetto per il 15 luglio“.

Qualora gli animali malati dell’allevamento di Trecastelli, in provincia di Ancona, venissero ricoverati a Ripatransone, i circa 70 quattro zampe ospiti dovrebbero essere trasferiti in altre strutture delle Marche.

Vediamo i motivi del rifiuto ad ospitare 180 cani di piccola taglia affetti da ‘brucella canis’.
“Si rilevano problematiche sanitarie, peraltro evidenziate nella nota del sindaco di Ripatransone Lucciarini, legate all’introduzione sul territorio di animali affetti da malattia classificata a rischio biologico tre (microorganismi patogeni che possono causare malattie nell’uomo e costituire un serio rischio per i lavoratori).

Si rilevano problematiche tecniche per la necessità di importanti opere di adeguamento della struttura comprensoriale alle norme e protocolli di prevenzione e riduzione del rischio biologico, oltre che alle problematiche ed esigenze legate alla maggiore fragilità di cani di piccola taglia.

Inoltre problematiche logistiche legate al ricovero dei cani degli enti consorziati presso strutture presumibilmente localizzate fuori provincia”.

I Comuni soci del canile della struttura di Quercia Ferrata: San Benedetto del Tronto, Monteprandone, Acquaviva Picena, Grottammare, Ripatransone, Carassai, Cossignano, Cupra Marittima, Massignano, Monsampolo del Tronto, Montefiore dell’Aso. La gestione operativa del canile comprensoriale è affidata all’Azienda Multiservizi, società partecipata del Comune di San Benedetto.

 

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