“I commercianti abbandonati dal Comune: no ad altri cinque anni così”, l’affondo di Pietro Canducci

Pietro Canducci

“Gli esercenti si sono trovati ad affrontare da soli situazioni emergenziali che mettono  a rischio la loro incolumità e le loro attività”

“Quando incontri in campagna elettorale centinaia di commercianti, piccoli imprenditori, artigiani e tutti ti dicono la stessa cosa inizia a suonare un clamoroso campanello di allarme”, afferma Pietro Canducci, albergatore del centro città e candidato consigliere dei Verdi alle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre.

Continua Canducci: “Non che non ne avessi la percezione, considerate le battaglie di questi ultimi anni che mi hanno visto protagonista, ma dopo l’ennesimo incontro della scorsa settimana assieme al candidato sindaco Paolo Canducci ho l’assoluta certezza che altri cinque anni in questa maniera la nostra città e la sua forza imprenditoriale non li reggerebbe. Esasperazione, paura, mancanza di certezze, smarrimento: sono queste le sensazioni che avvolgono il commercio cittadino tutto, da San Filippo Neri a Ragnola”.

Ancora Canducci: “I commercianti confermano quanto denunciato pubblicamente alcune settimane fa: nessuno ha mai ascoltato le loro richieste, nessuno ha mai risposto alle loro domande, nessuno ha mai cercato di stare accanto a loro nei momenti di grande difficoltà vissuti.

E’ chiara anche la percezione che ora, in campagna elettorale, tutti strizzano l’occhio a quello che da sempre è un bacino di voti molto interessante ma anche in questo caso ho trovato grande consapevolezza nel riconoscere le chiacchiere dai fatti, chi si è svegliato ora dopo aver dormito per cinque anni in Consiglio comunale facendo finta di non sentire e adesso, invece, è tutt’orecchi!

Il commercio, i commercianti, le associazioni di categoria necessitano di una guida, una visione, una programmazione e soprattutto persone preparate e di qualità come propri interlocutori”.

Insiste il candidato dei Verdi: “I commercianti sono stufi dell’improvvisazione o dell’azione che scaturisce dalle minacce a mezzo stampa. Sono desiderosi, altresì, di poter dare un loro contributo alla realizzazione di eventi, iniziative che possano riattivare la città di San Benedetto del Tronto.

Un tema caldissimo, infine, è quello della sicurezza: mai come in questi cinque anni gli operatori commerciali, soprattutto del centro città, si sono trovati ad affrontare da soli situazioni emergenziali che mettevano e mettono a rischio la loro incolumità e le loro attività, tanto da far decidere a qualcuno di chiudere o di trasferirsi altrove con conseguente ed ulteriore svuotamento ed imbruttimento di quello che dovrebbe essere il salotto buono, ma che ora è diventato il simbolo del fallimento del sindaco Piunti e di quelli che ora come suoi alleati malvolentieri lo appoggiano tanto da vergognarsi di scriverne il nome sui manifesti”.

Conclude Pietro Canducci: “Diciamocelo, se in questi cinque anni il commercio ha retto nell’immenso deserto creato da Piunti & Co è grazie solo ed unicamente alla forza, all’energia, alla caparbietà ed alla professionalità espresse dalle forze imprenditoriali sambenedettesi. Cambiare si può”.

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