Green Pass e ristoratori: “Anche questa volta non ci hanno lasciato scelta”

La certificazione verde sarà obbligatoria da venerdì 6 agosto

Il conto alla rovescia è partito, da venerdì 6 agosto il Green Pass diventerà obbligatorio. Una sorta di lasciapassare, un documento che attesta lo stato di salute o la presenza di certi requisiti di immunizzazione dal Covid. Il Green Pass permetterà, a chi ne è in possesso, di accedere ad una serie di luoghi ed eventi. La certificazione verde sarà obbligatoria, ad esempio, per sedersi ai tavoli nelle sale interne dei pubblici esercizi. Restano escluse dal provvedimento le consumazioni al bancone del bar e le attività di somministrazione negli spazi all’aperto.

Tante le polemiche e le opinioni diverse tra i ristoratori, alcuni dei quali si sentono ancora una volta colpiti dopo i mesi di chiusura mentre per altri è questo l’unico modo per non doversi fermare di nuovo.

Daniele Fabiani

“La questione Green Pass è una questione molto combattuta, anche se per ora è l’unico strumento che abbiamo per arginare questo virus – dichiara Daniele Fabiani del Ristorante Vittoria e presidente della Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi di Confcommercio di Ascoli Piceno – dobbiamo quindi accettarlo passivamente. Ci sarà sicuramente una perdita di tempo nel momento dell’accettazione della clientela ma questo è superabile grazie all’app. Non andremo a chiedere documenti perchè siamo pubblici esercizi e non pubblici ufficiali – continua Fabiani – quindi confidiamo che volontariamente il cliente ci possa mostrare il proprio Green Pass.

I locali che hanno solo posti al chiuso perderanno qualcosa, faccio un esempio della mia famiglia: io e mia moglie siamo vaccinati, ho due bambini sotto i dodici anni e uno di tredici non vaccinato. Con queste regole non potremmo mangiare insieme in un locale al chiuso.
Stiamo già disponendo delle locandine per informare e spiegare a tutti i clienti come comportarsi – continua Fabiani – e come Confcommercio siamo a disposizione di chi ne ha bisogno.

Quello che posso dire è di consigliare la prenotazione telefonica. Abbiamo infatti il dovere anche di registrare tutti i clienti e mantenerla per quattordici giorni. Con la prenotazione si permette ai ristoratori di organizzare tutto al meglio. Sui forum mi capita di leggere però commenti preoccupanti di alcuni clienti che augurano di chiudere ai ristoranti che chiederanno il Green Pass; – conclude il titolare del Ristorante Vittoria – noi ne faremmo volentieri a meno, non dipende da noi che accettiamo passivamente proprio perchè questo, ad oggi, è uno dei pochi metodi per cercare di contenere il virus, evitando altre chiusure”.

 

“Parto dal presupposto di essere pro Green Pass – attacca Giorgio Pelliccioni di Cusinè Royal – l’unica cosa che forse è stata sbagliata è la tempistica. Secondo me andava fatto prima anche per incentivare le vaccinazioni perchè altrimenti non usciremo mai da questo caos. Per ora non ci siamo organizzati perchè attendiamo le procedure che usciranno per vedere come poter fare. Sicuramente non sarà semplice – conclude Pelliccioni – soprattutto per me perchè non ho posti all’aperto e per questo avremo probabilmente perdite. Aspettiamo i protocolli e poi di conseguenza ci organizzeremo. Guardando il rovescio della medaglia, tutti quelli che entreranno qui dentro potranno sentirsi al sicuro rispetto a prima”.

Non ci hanno lasciato scelta – interviene Franco Piccioni di Zio Kinto – spero che faccia ancora bel tempo per tanto tempo finchè qualcuno non si ravveda. Come tutte le cose, un conto è la teoria e un conto è la pratica. Mi sembra impossibile senza dover sostenere altre spese, dopo tutte quelle che abbiamo già fatto, riuscire a fare tutto a norma. La speranza – conclude Picccioni – è che venga studiato un sistema economico e intelligente per risolvere questo problema”.

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