Giro di prostituzione: trema anche la Ancona bene

Anche le donne, oltre a noti professionisti, frequentavano il centro massaggi alla Baraccola.

Tante le indiscrezioni emerse in Questura dove si è tenuta la conferenza stampa che ha illustrato l’operazione Vishudda, partita proprio da Ancona e che ha portato al sequestro penale di 9 immobili adibiti a centri massaggi a Faenza, Curtatone di Mantova, San Giovanni in Marigliano, San Benedetto del Tronto, Pescara, Barletta, Bologna e la stessa Ancona, in via Strada Vecchia del Pinocchio (dove un tempo c’era un noto supermercato).

Un’indagine – ha illustrato il capo della Squadra Mobile il dottor Carlo Pinto – che è iniziata nel 2017 e, strada facendo, si è allargata ad altre Questure negli ambiti territoriali delle città interessate. Il blitz nei vari centri è scattato lunedì 30 settembre ed ha portato all’arresto di un uomo di 40 anni di origini pugliesi, che era a capo dell’organizzazione e finito nel carcere di Foggia. Ai domiciliari la compagna che di anni ne ha 33. Ad altre 3 donne sono stati notificati i provvedimenti cautelari dell’obbligo di dimora mentre una quarta donna residente a Bari è stata sottoposta a perquisizione per delega della Procura di Ancona (leggi il nostro articolo).

La coppia pugliese è finita nei guai con l’accusa di concorso in induzione alla prostituzione mediante offerte di lavoro a tempo indeterminato attraverso siti internet.

Alle ragazze venivano offerti anche 2.500 euro al mese in base ai risultati ottenuti, cifra che poi non veniva confermata al momento delle assunzioni perchè le giovani avevano contratti come segretarie. Una cinquantina le ragazze a disposizione della coppia che venivano fatte lavorare in tutti i centri in una sorta di tournover.

Ad Ancona ad esempio vi erano una media 3 o 4 massaggiatrici in servizio tutte provenienti da fuori Regione mentre una giovane anconetana veniva impiegata stabilmente in altri centri del circuito.

Un’indagine quanto mai complicata dove sono emersi dei particolari quanto mai sconcertanti. Il centro massaggio Tantra ad Ancona era dotato di una sorta di front office con una serie di cabine che lavoravano a pieno regime. Il contatto avveniva tramite una serie di siti on line con il cliente che poteva poi chiamare un numero di cellulare per avere tutte le informazioni del caso.

Una prestazione costava 100 euro, 40 andavano alle ragazze e 60 all’organizzazione. Una volta saldato il conto, il cliente veniva fatto accomodare in una delle cabine del centro, poi una volta nudo veniva raggiunto da una massaggiatrice anche essa nuda. Per il massaggio si utilizzavano degli olii che lo stesso titolare di questi centri faceva venire dalla Puglia.

Secondo quanto si è potuto stabilire anche con delle registrazioni effettuate da alcune telecamere, all’interno del centro non si consumano rapporti sessuali completi ma solo parziali. Uomini, ma anche donne pronte a provare l’emozione del massaggio Tantra. In questo caso a metterci le mani era sempre lui, il foggiano 40enne finito in carcere.

Solo nella giornata di ieri nei vari centri massaggi sono stati posti sotto sequestro 15.000 euro. Un’attività piuttosto remunerativa al punto tale che alcuni locali erano stati addirittura comprati, altri invece erano in affitto.

Il centro Tantra di Ancona era frequentato da gente di un certo livello disposta a spendere 100 euro per un massaggio che a volte non durava il tempo previsto. Clienti che venivano fatti stendere sopra una sorta di materassino il resto poi lo faceva la massaggiatrice di turno. C’era anche un forum dove i clienti si scambiavano impressioni, consigli e sensazioni provate. Sembrerebbe, infine, che tra i clienti vi fossero anche noti professionisti.

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