Giovanni Cipolla finalmente a voce alta: “Ho avuto davvero paura durante l’operazione”

SECONDA CATEGORIA – Improvvisamente afono in panchina, al tecnico venne diagnosticato tumore alla corda vocale destra. Ora il ritorno a casa

Apecchio di Pesaro, 9 gennaio 2026. Non è una data come le altre. È il giorno in cui Giovanni Cipolla torna ufficialmente in panchina. Torna a casa. La Viridissima Apecchio annuncia il suo nuovo allenatore in un semplice pomeriggio d’inverno, ma a volte dietro ad un comunicato c’è molto più di un semplice annuncio. Da quello della società pesarese militante nel girone A di seconda categoria, ad esempio, è ripartita una storia che ha contenuto caterve di gol, calcio professionistico, dilettantistico, piazze importanti, ma anche una malattia improvvisa. E soprattutto una forza umana che ha saputo resistere quando la voce per esprimerla, improvvisamente, non c’era più.

Giovanni Cipolla non è un nome qualunque a ronzare tra le file del calcio marchigiano. Attaccante di razza, oltre duecento gol in carriera sparsi tra anni ‘90 e i primi duemila, ha calcato i campi della Serie C1 con maglie pesanti: Pistoiese, Lucchese, Grosseto, Viterbese, Turris. Il legame con l’entroterra marchigiano nasce a cavallo di quelle annate. Nel 1996 arriva a Piobbico, allora in Serie D: segna 17 gol, ma soprattutto conosce Francesca, apecchiese. Qui mette radici, qui costruisce una famiglia, qui – anni dopo – chiuderà la carriera da calciatore proprio con la maglia della Viridissima, tra il 2017 e il 2019, salutando il calcio giocato. Poi la panchina. Pietralunghese, Castello San Secondo, Nuova Real Metauro, Audax Piobbico. Ed è proprio mentre allena a Piobbico che, lentamente, qualcosa cambia. Prima la voce che si abbassa, poi che scompare. I controlli, l’attesa, la biopsia. Fino a quella telefonata dall’ospedale di Fano che stravolge tutto: tumore alla corda vocale destra. Un’operazione lunga e invasiva, sette ore sotto i ferri, un mese di ospedale, una convalescenza che ancora oggi non è conclusa. La voce “è quel che è, ma migliorerà”. Anche se lieve, a noi basta per dare un abbraccio ideale a lui per il futuro, mettendola in riga.

Benvenuto, Giovanni, mi preme chiederle una cosa prima di tutte: come sta?
“Ciao e innanzitutto grazie davvero. È un piacere. Sto meglio, mentalmente e fisicamente. Ho la scorza dura.”

Come è stato il suo rientro?
“Diciamo che l’ho fatto per riconoscenza verso la società, gli amici in dirigenza e la frazione di Apecchio. Abitando qui, mi conosco con tutti e tantissima gente mi vuole bene. Ho dovuto pensarci a fondo, perché non mi sentivo così pronto”.

E invece?
“E invece anche se volevo concentrarmi più sulla logopedia ed il recupero in quest’anno per poi riprendere ad agosto, sono tornato per dare una mano. Dopo aver esposto i miei dubbi sulla mia condizione il club mi ha rasserenato davvero incredibilmente. Facendomi capire che il mio handicap pesava zero. Ad esser sincero, non sarei mai sceso in seconda categoria, ma queste persone sono fuoriserie. Non potevo esimermi”.

Ripercorrendo il nastro, come ha reagito a quella diagnosi?
“Non metabolizzando a pieno, in un primo momento. Ricordo che a novembre scorso, in panchina a Piobbico, il mio tono di voce faceva su e giù e credevo che la stranezza fosse collegabile semplicemente a qualche strillo di troppo dall’area tecnica. Invece, qualche mese dopo, davanti ai dottori io e la mia compagna rimanemmo come se ci fosse cascato il mondo addosso. Tra l’altro quando affrontai l’operazione, a maggio, nonostante gli avvisi medici non avevo affatto pensato che sarei arrivato senza voce ad oggi. Quel che mi ha aiutato a non focalizzarmi sui momenti difficili, principalmente a ridosso dell’intervento dove ho avuto veramente paura, sono stati amici e famiglia. Con una dedica particolare Francesca, che è stata una super compagna, una super mamma, una super donna. ”

Con la vecchia società, come rimaneste?
“Ci fu della confusione, a mio avviso. Probabilmente non ci capimmo. Inizialmente volevano tenermi, affidando momentaneamente la guida al mio secondo. Poi però questi non era stato ritenuto all’altezza, credo, ed in più io facevo fatica ad esprimermi dovendo avviarmi verso la convalescenza. Un giorno, chiariremo tutto. Sono sicuro”.

Su cosa è tornato ad insistere maggiormente alla Viridissima?
“Noi cercavamo un po’ una svolta, che c’è stata. Abbiamo fatto 6 punti in due trasferte molto difficili e poi è arrivata la scorsa sconfitta. Forse in maniera un po’ fortuita. Ciò su cui faccio leva sono gli allenamenti, anche perchè da quando sono subentrato li abbiamo un po’ sottoposti avendo infilato tanti impegni infrasettimanali per via del recupero contro il Casinina ed il match di Coppa di questa sera. Contro il Tre Castelli. Non vedo l’ora.”

Samuel Miani
Author: Samuel Miani

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